News |
25° Anniversario Chiesa Evangelica Pentecostale Pordenone
| 25 Dicembre 2008 |
Decoro e sobrietà
| Autore: Soveri G. - 27 Giugno 2008 |
Lettera aperta
LETTERA APERTA ALLA FEDERAZIONE DI CHIESE PENTECOSTALI
Il mondo Evangelico italiano in generale e quello di matrice Pentecostale in particolare, è sempre stato caratterizzato da frammentazione o peggio da chiusure e preclusioni. Le ragioni sono molteplici e in questa sede ci limitiamo semplicemente a prenderne atto; ben vengano dunque tutte quelle iniziative volte a favorire l’incontro e il dialogo anche quando le posizioni sono diversificate o addirittura non negoziabili. Nel corso degli anni il notevole impegno da parte di molti per favorire l’incontro o in qualche caso la pacificazione, tra le diverse componenti del mondo pentecostale italiano, è sfociato nella costituzione della Federazione di Chiese Pentecostali (F.C.P.), che raggruppa varie famiglie di Chiese ( ELIM, CCPI, INTERNAZIONALE, NUOVA PENTECOSTE ed altre ancora).
Ci sono nodi irrisolti, come quello relativo ai rapporti con le Assemblee di Dio in Italia e nuove sfide, come quelle a cui siamo chiamati nei rapporti con il variegatissimo e sempre crescente mondo Evangelico delle Chiese Etniche. Ci sono da affrontare questioni di dottrina e di morale, c’è il tentativo, finora non riuscito, di avere finalmente una legge quadro sulla libertà religiosa e tanto altro ancora.
Lo scenario è indubbiamente complesso e impegnativo.
Da alcuni anni ci sono periodici incontri con la F.C.E I. che è composta sostanzialmente da Chiese appartenenti all’area delle Chiese Storiche ( Battisti, Metodisti, Luterani e Valdesi).
Dialogare è sempre utile a patto però di avere le idee chiare e di definire le proprie posizioni e quegli oggettivi confini oltre i quali a nessuno è (o dovrebbe essere) lecito andare, tanto più in quanto la similarità degli acronimi F.C.E.I. ed F.C.P., spesso, ingenera confusione e non è infrequente il caso di persone che chiedano se si tratti di unica Federazione o se l’una sia parte dell’altra.
Da anni le Chiese Metodiste, Valdesi e Battiste ( cosiddetto BMV), che sono la parte maggioritaria della F.C.E.I. hanno preso posizioni nette in materia di aborto, divorzio, coppie di fatto e omosessualità schierandosi ufficialmente a favore del divorzio e dell’aborto ( in particolare su quest’ultimo tema sottolineano il loro impegno), così come accettano di fatto le convivenze e si schierano apertamente a favore delle coppie omosessuali.
Notizia ultima è una veglia di preghiera nella quale (testuale) chiedere perdono ai “fratelli e sorelle omosessuali”.
Preliminarmente sottolineiamo il fatto che ad ogni essere umano deve essere riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero e fare le proprie scelte, inclusi gli orientamenti sessuali, ma mentre uno Stato laico, seppur con i necessari distinguo, deve tutelare questi diritti, altra è la posizione di chi si richiama ai valori della fede e della morale che ad essa sottende.
Come Chiesa del Signore noi siamo chiamati a predicare la Parola nella sua interezza e non v’è dubbio che l’omosessualità dal punto di vista biblico sia considerata peccato al pari, peraltro, di altri disordini quali la promiscuità sessuale, l’adulterio e altre pratiche che non rientrano nella volontà di Colui che ha ispirato divinamente la Scrittura.
Proprio qui sta il punto: crediamo che la Scrittura sia la Parola divinamente ispirata e quindi inerrante, normativa, eterna e immutabile? Se lo crediamo non possiamo giustificare ciò che essa non giustifica ed accettare come moralmente lecito ciò che essa considera abominio.
Alcuni teologi e pastori di area storica, per giustificare la loro posizione liberale, hanno da tempo introdotto criteri diversi nella interpretazione del testo Biblico per cui la Scrittura non si spiega più o solo mediante la Scrittura, ma anche con la morale che cambia e con le scoperte scientifiche, vere o presunte che siano. Così si insegna che l’omosessualità è da considerarsi un dato di fatto naturale e a tale affermazione seguono le veglie di preghiera per le sofferenze inflitte ai “fratelli e alle sorelle omosessuali”. In tal senso a più riprese si sono espressi vari teologi e i vertici Battisti e Valdesi tramite le pastore Maffei e Bonafede. Se ben ricordiamo, proprio quest’ultima a Roma, durante il gay pride, espose degli striscioni di solidarietà verso i manifestanti.
Chissà che ne penserebbe Giovanni Battista che schierandosi contro una coppia di fatto ci rimise la testa!
Certi ambienti evangelici sembrano da tempo orientati verso un neoumanesimo che giustifica tutto e tutti, che parla un linguaggio “politicamente corretto” ma non ha più al centro Dio e la Sua Parola che libera dal peccato e dalla morte.
Sono fatti noti e facilmente riscontrabili; ciascuno è ovviamente libero di fare le proprie scelte assumendosene la responsabilità, ma noi non siamo disposti ad associare a costoro il nostro nome e neppure quello delle Chiese che serviamo e rappresentiamo. Siamo vincolati come servi del Signore a predicare la Sua Parola e questo è un punto non negoziabile.
Sappiamo che in molte nazioni non si può più predicare così e che alcuni fratelli hanno subito conseguenze penali; siamo pronti a farlo anche noi perché questa è una di quelle circostanze nelle quali..conviene ubbidire a Dio anzi che agli uomini…
La cosa che ci inquieta e ci spinge a scrivere è il silenzio del mondo Pentecostale che si riconosce nella FCP, dei suoi vertici ( Presidente e Consiglieri) e purtroppo anche degli esecutivi delle sue componenti denominazionali.
Chiediamo quindi loro se intendono ribadire la totale inaccettabilità dell’omosessualità dal punto di vista biblico e rivedere i rapporti con l’altra Federazione o quantomeno con le loro componenti coinvolte in questa iniziativa, perché è in gioco l’onore dell’Evangelo di Gesù Cristo.
Facciamo fatica a capire ed ancora di più a spiegare ai membri delle nostre Chiese che la nostra posizione è diversa quando poi, come se nulla fosse, veniamo invitati a celebrazioni comuni o quando queste stesse persone vengono invitate all’Assemblea della Federazione.
Cari fratelli, in estrema sintesi, fateci sapere cosa pensate e come volete agire per il futuro, altrimenti manterrete le buone relazioni “diplomatiche” con la FCEI, ma correndo il rischio di pagare uno scotto non indifferente con la base delle nostre Chiese.
Speriamo che la vostra risposta sia esaustiva e chiara al di là di ogni ragionevole dubbio.
Firmatari:
Giuliano Soveri – Pordenone
Emanuele Campo - Busto Arsizio
Veglio Jugovac – Trieste
Gianni Palma – Marostica
Tino Di Domenico – Seriate - Bergamo
| Autore: G. Soveri - 2 Maggio 2008 |
cinque per mille
| 2 Maggio 2008 |
acquistato il terreno
Quanto prima inseriremo le foto dell'area e quella dell'attuale Centro nel quartiere Beau Vent di Kinshasa.
Anche per quest'anno potete destinare il cinque per mille delle dichiarazioni dei redditi ( mod. 730 e unico), alla nostra Associazione, barrando la casella relativa alle associazioni di volontariato ed indicando il codice fiscale 91056070930.
Tutte le offerte ricevute dal cinque per mille sarano destinate alla costruzione del Centro, mentre, per quanto riguarda le spese di mantenimento dei bambini attualmente ospiti di "casa Rehoboth", l'onere viene sostenuto dalla nostra Chiesa e da altri sostenitori.
| Autore: g.s. - 19 Marzo 2007 |
| Pagine: 1 |