Testimonianze |
OLENA
| Autore: OLENA - 30 Aprile 2009 |
IN RICORDO DI GRACE
| Autore: G. Soveri - 12 Marzo 2009 |
CLARA S.
| Autore: CLARA S. - 27 Giugno 2008 |
MARGHERITA
| Autore: MARGHERITA - 27 Giugno 2008 |
6° RADUNO DONNE
| Autore: CATERINA - 27 Giugno 2008 |
RAFFAELE
| Autore: Raffaele R. - 2 Maggio 2008 |
CLARA
| Autore: Clara S. - 2 Maggio 2008 |
NOEMI
| Autore: Noemi - 2 Maggio 2008 |
ISOLA DI TIMOR - la nuova Pentecoste
Avevamo anche l'amore. O, dovrei piuttosto dire, ne possedevamo una piccola misura. Se qualcuno ci sorrideva noi gli rendevamo il suo sorriso. Avevamo imparato ad amare quelli che ci amavano ma non spingevamo l'amore fino ad amare quelli che non ci amavano.
Ma non avevamo nessuna potenza. Quando avvenne il Risveglio, Dio ci accordò tutti i doni dello Spirito Santo, la potenza, l'amore e l'ordine tutto contemporaneamente.
Mi ricordo benissimo di quella serata del 26 settembre 1965 nella nostra chiesa. Eravamo circa 200, d'ogni età, radunati per un servizio di preghiera. Mentre pregavamo, improvvisamente accadde una cosa strana, come nel racconto del capitolo 2 del libro degli Atti. Conoscevamo questo passo da molti anni e molti anche l'avevano imparato a memoria. Mai però ne avevamo fatto l'esperienza nella nostra vita.
Il nostro pastore ci aveva spesso detto: Dal momento che Dio ha mandato lo Spirito Santo alla Chiesa 2000 anni fa, lo si riceve automaticamente al battesimo . Quella sera, il Signore ci aprì gli occhi e cominciò a farci intendere che questo non aveva niente d'automatico.
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo.Leggiamo in Giovanni 3:16. Dio ha dato il suo Figliuolo per tutto il mondo, ma questo non significa che tutti gli uomini andranno automaticamente in cielo.
Sebbene Dio abbia fatto questo dono al mondo, chiunque desidera andare in cielo deve venire al Figliuolo per essere riempito dello Spirito Santo. Gesù ha dato lo Spirito Santo a tutti quelli che l'hanno accettato come proprio personale Salvatore e che sono così diventati membri del Corpo di Cristo. Tuttavia, ciascuno deve ancora rinunciare a se stesso e rivolgersi personalmente a Gesù per ricevere la pienezza dello Spirito.
Noi ringraziamo Dio di averci aperto gli occhi in quella memorabile sera e di aver acceso nel nostro cuore la sete della pienezza dello Spirito. Allora ci tornarono in mente queste parole di Giovanni Battista: Io vi battezzo con acqua, ma colui che viene dopo di me vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco.
Per anni, i nostri predicatori ci avevano indotto in errore dicendoci che ci dovevamo accontentare dell'esperienza dei primi cristiani. Ma quella sera, il Signore ci rivelò che vivere la fede cristiana non era dipendere dall'esperienza degli altri. Si tratta di un'esperienza personale con l'Iddio vivente. Io ringrazio Gesù per questa rivelazione!
Un soffio violento e delle lingue di fuoco mentre eravamo in preghiera lo Spirito Santo sopraggiunse come al giorno della Pentecoste. In Atti 2 leggiamo che venne dal cielo come un soffio violento. È quel rumore che sentii: il muggito di un vento intorno a me senza vedere niente. Allora mi girai verso mia sorella, seduta accanto a me.
- Sorellina, senti uno strano rumore? Gli sussurrai.
- Sì, ma non te ne curare, continuiamo a pregare.
Si rimise in preghiera e nello stesso istante diversi cominciarono a pregare ad alta voce. Bisogna sapere che fino a quel momento noi pregavamo sempre ognuno a nostro turno, in un ordine perfetto.
Bastava che una sola persona pregasse che tutto era stampato sotto i nostri occhi. Quella sera nondimeno quei protestanti riformati dimenticarono le loro preghiere liturgiche, e si rivolsero a Dio per lo Spirito. Dapprima alcuni, poi subito tutt'insieme.
Oh! Gesù, esclamai dentro di me, che succede in questa chiesa? Hanno dimenticato il buon ordine della riunione . Mentre tutti pregavano osservai i pastori seduti sul palco. Come avevano l'aria preoccupata! Erano lì, davanti all'assemblea, non sapendo come guidare quelle 200 persone in preghiera. Anche loro sentivano il sibilo di un colpo di vento che si avvicinava. Guardai di nuovo intorno a me: niente si muoveva, era solo un rumore. Sentii allora suonare la campana a martello. Di fronte alla nostra chiesa, dall'altro lato della strada, si trovavano il commissariato e la campana da incendio. L'agente di guardia avendo visto che il nostro edificio era in fiamme aveva suonato l'allarme. In Indonesia, e a Timor in particolare, non abbiamo veicoli di vigili del fuoco. Si suona semplicemente la campana a martello, la gente capisce che c'è il fuoco e accorre da ogni parte con secchi d'acqua e altri recipienti per tentare di spegnere il fuoco.
Arrivando in chiesa ben videro le fiamme, ma la chiesa non bruciava.
Non si trattava di un fuoco naturale, era il fuoco di Dio che essi vedevano. E ne rimasero talmente colpiti che molti si dettero a Gesù Cristo e ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo.
Naturalmente, le espressioni “battesimo nello Spirito Santo” o “essere ripieno dello Spirito Santo” ci erano estranee. Era qualcosa di nuovo. Ma il Signore ci fece comprendere la necessità di questa esperienza nella nostra vita; poiché noi non potevamo dipendere da una Pentecoste accaduta 20 secoli fa.
È proprio vero che noi non possiamo dipendere dall'esperienza dei nostri padri!
Dobbiamo vivere queste cose noi stessi.
È valido non solo per la salvezza in Gesù Cristo ma anche per il battesimo nello Spirito Santo. Non ci si può accontentare di ciò che hanno vissuto Pietro o Giovanni, o gli altri credenti della Bibbia. Un giovane rinuncerebbe a sposarsi per il buon motivo che suo padre l'ha fatto prima di lui?
Molti cristiani non capiscono di quale potenza, di quale amore e di quale gioia essi si privano vivendo senza la pienezza dello Spirito. Un nuovo stile di adorazione. Ringrazio il Signore per aver perdonato la nostra ignoranza e per aver lasciato lo Spirito Santo agire potentemente quella sera. Ero seduto verso il fondo della chiesa e potevo quindi osservare ciò che accadeva. Improvvisamente, qualche fila davanti a me, una sorella si alzò e stese le mani verso il cielo. Signore, questa sorella rompe l'ordine del nostro culto. È contro l'uso di alzare le braccia .
Quando entravamo nella chiesa avevamo l'abitudine di raccoglierci un momento in piedi in un pio atteggiamento, e poi di sederci.
Signore, ho ancora fatto notare, che le prende? Questo non deve
accadere da noi. Non è nel nostro stile . Il Signore mi ha ricordato queste parole della Bibbia: Levate le vostre mani nel santuario (Salmo 134:2). No, questa sorella non si conformava allo stile della nostra chiesa ma a quello della Bibbia.
D'accordo, allora se è così, continui!
Sul palco, i due pastori non sapevano che fare. In tutta l'assemblea, la gente alzava le mani e adorava il Signore. Mi girai verso mia sorella per chiederle le sue impressioni e la vidi anche lei con le mani alzate e lodando Dio. Poi notai la donna che stava davanti a me. Era analfabeta e ignorava persino la lingua indonesiana ufficiale utilizzata in tutto il paese. Conosceva soltanto la sua lingua tribale, quella di Timor. Naturalmente, non parlava affatto l'inglese. In quel tempo, possedevo alcune nozioni di questa lingua che mi avevano insegnato a scuola. E questa donna si mise a pregare ad alta voce in un inglese perfetto e
molto bello. Oh, Jesus, I love You, disse, oh, I want to take the cross and follow You. Oh, I love You, Jesus , (1) e non cessava così di adorare il Signore. I nostri due pastori che non conoscevano una parola d'inglese credettero che fosse arabo. Si precipitarono sul pulpito e gridarono: Signore, se questo non viene da te ma dal diavolo, e se è lui che produce questo linguaggio incomprensibile, fallo cessare immediatamente, ti preghiamo! Ma più pregavano, più lo Spirito di Dio spandeva la sua benedizione. Nell'altra ala della chiesa un uomo in piedi si mise a parlare in tedesco. Pronunciava delle meravigliose parole d'adorazione e di lode a Dio. Poi altri ancora si alzarono un po' dappertutto nell'assemblea adorando il Signore in diverse lingue. Gli uni parlavano in francese, altri lodavano Dio in diverse lingue tribali. Una donna non cessava di dire Shalom, Shalom , senza sospettare minimamente che parlava in ebraico. Era il cielo sulla terra; era meraviglioso! Quando le centinaia di persone accorse da tutta la città per spegnere il fuoco arrivarono in chiesa, sentirono tutte le preghiere ed esclamarono: Che succede a questi cristiani? Non sono mai stati rumorosi. Non è proprio da loro pregare ad alta voce . Entrarono in massa nella chiesa per vedere ciò che accadeva, e anziché 200 persone quella sera ce n'erano più di un migliaio.
Man mano che lo Spirito Santo li afferrava, essi erano convinti di peccato e accettavano Gesù come loro personale Salvatore. Nel pentimento, correvano a casa a cercare i loro feticci e la loro attrezzatura di stregoneria, i loro libri di astrologia, i loro manuali sull'interpretazione dei sogni, o ancora le loro opere pornografiche. Di tutto questo fecero un gran fuoco sulla piazza della chiesa. Nessuno predicò ma lo Spirito Santo operava alla sua maniera. La riunione durò fino a mezzanotte. Il Signore rivelava a parecchi i loro peccati e le loro mancanze. A mano a mano che confessavano quello che Dio gli aveva mostrato, altri cuori erano toccati. Oh! Quant'è buono il Signore per aver rimesso ordine in tutte quelle vite quella sera! Un sermone fuori del comune. A un tratto, uno dei fratelli salì sul pulpito. Questo era fuori del comune! Simile diritto non era accordato a chiunque. Il palco era riservato ai pastori e agli anziani. Ma quel fratello aprì la sua Bibbia. Io ridevo dentro di me perché la sua conversione risaliva solo ad alcuni giorni. Poveretto, pensavo, si è appena convertito e vuole già predicare! Deve aver perso la ragione.
Lui però non si curava delle nostre reazioni. Con la Bibbia aperta prese la parola: Fratelli e sorelle, il Signore mi ha detto che tutto quello che sta accadendo è opera dello Spirito Santo . Poi lesse: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni . Predicò ben una mezz'ora, poi aggiunse: Il Signore mi ha appena detto che domani, noi laici, dobbiamo andare ad annunciare l'Evangelo. Questa volta non potei più contenermi:
- È impossibile! Come possono dei laici andare a predicare l'Evangelo? Ma via, non siamo mai andati alla scuola biblica né al seminario! È impossibile!
- Fratello Mel, mi rispose, il Signore mi ha detto che è dovere di ogni cristiano annunciare l'Evangelo. Non è solo quello dei pastori e degli anziani.
Ora riconosco che è quello che mancava alle nostre chiese. Lì stava il nostro errore. Noi siamo rimasti fra le nostre mura per parecchi anni, a provare a capire tutto, passando completamente a fianco della semplicità della Parola e non agendo. Io ringrazio il Signore per averci detto quella sera: Domani, andrete a predicare l'Evangelo . Durante i tre mesi che seguirono, circa 70 gruppi formati da laici andarono ad annunciare l'Evangelo di villaggio in villaggio. E grandi miracoli avvenivano al loro passaggio. Così è cominciato il Risveglio d'Indonesia.
Oh! Gesù, ti amo! Voglio prendere la mia croce e seguirti. Oh!
Ti amo Gesù!
| Autore: Butindaro - 17 Settembre 2007 |
DIO MI CERCAVA
"Certa è questa affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza"
(1 Timoteo 1:15,16)
Mia madre aveva pregato molto perché fossi un vero cristiano. Tuttavia, fin dai primi anni della mia vita di studente, rifiutavo il cristianesimo; arrivai al punto di vendere, per comprarmi degli alcolici, la Bibbia che mia madre mi aveva donato. Quel libro mi dava veramente fastidio. La mia vita senza Dio fece di me un uomo dai costumi dissoluti, anche se ero stimato per le mie qualità professionali.
Quando divenni medico ospedaliero, vidi ogni tipo di disgrazia. Un giorno fu portato nel mio ambulatorio un muratore, vittima di un incidente sul lavoro. Il suo stato era disperato ed egli ne era cosciente. Ma l'avvicinarsi della morte non lo preoccupava affatto. Fui profondamente colpito dall'espressione felice sul suo viso.
Dopo la sua morte, poiché non aveva famiglia, furono esaminati in mia presenza i pochi effetti contenuti nella sua borsa. Tra le altre cose si trovava una Bibbia. Quale fu la mia sorpresa quando riconobbi che era quella che mi aveva dato mia madre! La aprii: vi era segnato il mio nome come pure un versetto scritto da lei. Chiesi ed ottenni che il libro mi fosse assegnato. L'ultimo proprietario l'aveva certamente letta molto, a giudicare dai numerosi versetti sottolineati. Ero sconvolto. Dio mi cercava. Rispondeva alle preghiere di mia madre. Non ebbi requie fino al momento in cui accettai Gesù come mio Salvatore.
Quella Bibbia è diventata per me un gran tesoro: mi ricordava mia madre, un episodio della mia vita, e soprattutto era una testimonianza della grazia del buon Pastore che continua a cercare la sua pecora perduta finché la trova.
| 17 Settembre 2007 |
LUIGI
“Poiché tutti quelli che io amo io li riprendo e li correggo, sii dunque zelante e ravvediti. Ecco io sto alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Apoc. 3:19,20)
Questi versetti in Apocalisse li ho scritti come prologo riguardo al sogno che vi sto per raccontare; un sogno che per certi versi ha cambiato la mia vita in questi giorni.
Mi trovavo in un paese, c’era una festa, gente che faceva baldoria, ragazzi e ragazze che si divertivano, ma era una festa che non mi piacque fin dall’inizio. Infastidito da quello che vedevo mi ritirai in casa; ero solo, mi affacciai alla finestra con una sorte di inquietudine come un cattivo presentimento, infatti da quella finestra scorsi una grande nube verde che dal cielo si abbassò progressivamente sul paese in festa. Colto dalla paura scesi le scale ritrovandomi di nuovo in mezzo alla strada, e quelle che prima erano grida di gioia ed euforia divennero grida di dolore e sofferenza; dappertutto vedevo persone che morivano. Sapevo che quella nube altro non era che un angelo di Dio, supposizione che si rivelò esatta quando me lo ritrovai di fronte temendo che mi avrebbe ucciso come aveva fatto con tutti gli altri, ma, senza proferire parola, scomparve.
Il sogno continuava ed io mi ritrovai con mio padre e mio fratello (mia madre stranamente non c’era). Eravamo in presenza di molti angeli e io desideravo incontrare Dio ma gli angeli me lo impedivano dicendo che non eravamo ancora pronti.
Così termina il sogno; lo raccontai ad alcuni fratelli che mi dissero che il significato racchiudeva la necessità che avevo di attaccarmi di più a Dio e leggere la Sua Parola prima che il giudizio cadda su di me. E quindi voglio fare un’esortazione ai giovani: non attaccatevi troppo a tutto ciò che è materiale perché tutto quello che abbiamo prima o poi scomparirà, ma cerchiamo di avere gli occhi rivolti esclusivamente a Dio. So che non è facile, lo possiamo constatare giorno dopo giorno nella vita quotidiana. Perseverare nel cercare Dio è l’unica cosa sensata che possiamo fare in questa breve vita che in confronto all’eternità non è altro che un attimo.
| Autore: Luigi - 16 Luglio 2007 |
PIETRA
Ero giovane e in buona salute, all’improvviso non riuscii più a camminare perché ero caduta, e i miei genitori litigavano fra loro sul da farsi: mio padre era convinto che Dio avrebbe potuto guarirmi ma mia madre voleva portarmi da uno specialista; di soldi però non ce n’erano e quei pochi sarebbero dovuti servire per costruire un forno per cucinare il pane. Alla fine vinse mio padre, ed iniziarono a costruire il forno; quando i lavori furono arrivati al termine arrivò mia zia che abitava in un altro paese, i miei genitori mi dissero: “è arrivata la zia!” ed io mi misi a camminare. Il Signore ci aveva fatto grazia, e da quel momento non ebbi più alcun problema perché ero guarita grazie alle preghiere della Chiesa e la fede di mio padre venne premiata. Le preghiere dei santi muovono il braccio dell’Eterno.
| Autore: Pietra - 16 Luglio 2007 |
LA TUA PRESENZA BRAMA
La Tua presenza brama,
quest’alma o Salvator;
te sol domanda e chiama,
il debole mio cuor.
CORO: Non un sol giorno, un’ora
vò star lontan da Te;
Gesù vieni e dimora
ognor vicino a me.
Se la nemica schiera,
nell’ombra ruggirà,
da Te nella preghiera,
l’aiuto mi verrà.
Se scorreranno meste,
le notti mie nel duol,
ll balsamo celeste,
a me darai Tu sol.
Profonda ed infinita,
pace, Signor, sei Tu;
serena gioia, vita
che non tramonta più.
| Autore: anonimo - 16 Luglio 2007 |
BILLì
Ringrazio il Signore per avermi salvata e fatto grazia di appartenere alla Sua famiglia, e di frequentare una comunità nella quale le persone si riuniscono per innalzare e adorare il Suo nome.
Un giorno, nel 1995, quando ancora vivevo in Africa e non conoscevo il Signore, la mia vita stava per finire, e di certo quel giorno la mia destinazione sarebbe stata l’inferno, perché vivevo facendo esperienze ingannatrici; ma Dio aveva un piano di salvezza per la mia vita: non permise la mia morte e mandò la “sua gente” (i quali tutt’ora identifico come angeli) per salvarmi.
Chi è questo Dio !? Quale amore !?
Una mattina uscii di casa per andare a trovare un’amica e rientrano la sera decisi di prendere un taxi, ma alla guida di quel taxi c’era un assassino che voleva uccidermi puntandomi la pistola in faccia. Mi portò in un posto che non conoscevo tirando fuori dalla sua auto un sacco per chiudermi dentro. Dopo qualche minuto accadde qualcosa...mi guardò in faccia e disse: “Se ti portassi dove sono i miei amici ti taglierebbero in mille pezzi, ma ho pietà di te”. Dopo questa frase mi lasciò abbandonata a me stessa, avevo tanta paura e tremavo non sapendo cosa fare né come tornare a casa perché non avevo alcun mezzo per avvertire la mia famiglia. Era buio...ma all’improvviso vidi sopraggiungere un furgoncino con all’interno delle persone vestite di bianco; l’autista si fermò e mi chiese: “giovane ragazza, cosa fai tutta sola a quest’ora?” spiegai loro cosa mi era accaduto, mi dissero che provenivano da un posto che non ricordo, so solo che parlavano di un incontro di preghiera. Mi portarono fino alla fermata dell’autobus, mi dettero i soldi per pagare il tragitto fino a casa, presero il mio indirizzo promettendomi di venire a controllare se fossi arrivata a casa.
Arrivai a casa e in mente continuavo ad avere quelle persone davvero “strane”, singolari. Il giorno dopo raccontai il tutto alla mia famiglia e non uscii per tutta la giornata per vedere se quella gente che mi aveva salvata sarebbe passata a trovarmi, ma nessuno si presentò.
Col passare del tempo avevo dimenticato tutto; quel giorno non realizzai l’importanza di Dio, ma a tutti quelli che mi chiedevano, raccontavo di un assassino che voleva uccidermi e di come delle strane persone mi avessero salvata.
Cari fratelli e sorelle, quel giorno fu Dio, sceso in tutta la Sua gloria a salvarmi mandando i suoi angeli, ma ancora non possedevo occhi puri per comprendere. Quanto ero cieca!
Ma poi cosa accadde? Dopo un po’ di tempo venni in Italia da mia sorella maggiore. Ogni giovedì a casa sua si riunivano i fratelli della sua comunità per gli incontri di cellula; a poco a poco cominciai ad interessarmi “al loro gruppo” e l’amore e la gioia che imperavano mi conquistarono, ed è così che mi diedi al Signore.
La notte prima del mio battesimo (Nel 2001) il Signore mi fece vedere in sogno il film di quell’episodio in cui mi salvò dalle mani dell’assassino; è anche per questo che trovo sempre un motivo per servire il Signore perché nel giorno del mio battesimo Egli purificò i miei occhi per apprezzare i Suoi benefici.
Il mio augurio è che Egli possa sostenermi affinché io possa servirLo assieme a mio marito ed ai miei figli, poiché non so quanto tempo mi è concesso ancora di vivere; perciò il mio consiglio va ai giovani: non trovate scuse per non servire il Signore, non sprecate il vostro tempo, perché solo Lui conosce la durata dei nostri giorni.
| Autore: BILLì - 8 Maggio 2007 |
DAI IL MEGLIO DI TE
L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e . . . veri nemiCI
NON IMPORTA, REALIZZALI
il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onesta' e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito puoi essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE
M. T.
| Autore: M.T. - 8 Maggio 2007 |
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