Storia Pentecostale |
brevi cenni sulle denominazioni evangeliche
II parte
Chiesa Riformata Queste sono Chiese con storie diverse che è possibile distinguere in Zwingliane ( Svizzera), Riformate ( Calviniste), Presbiteriane ( Anglosassoni) e Congregazionaliste.
Zwingli era un prete che anelava ad una Riforma che per gradi accettò i contenuti evangelici della fede. La sua azione si sviluppò in Svizzera (Zurigo) ed ebbe contenuti marcatamente sociali.
Il culto era incentrato sulla lettura e meditazione della Parola. Ebbe seguito in alcune città Svizzere e della Germania meridionale, ma il fallimento dei colloqui di Marburgo, volti a riunire i Protestanti fallì per divergenze dottrinali sulla Santa Cena.
Nel 1531 Zwingli rimase ucciso nella battaglia contro i Cantoni Cattolici. Figura centrale delle Chiese riformate è senza dubbio Giovanni Calvino, francese trapiantato a Ginevra, la cui opera principale è l’istituzione della religione cristiana. Ginevra era una città priva di autenico riferimento morale e dopo una prima opposizione da parte dei cittadini, essa divenne il centro del Protestantesimo. La vita morale, religiosa e sociale di Ginevra venne radicalmente mutata; vennero create attività industriali, l’istruzione scolastica divenne obbligatoria ( eravamo nella prima metà del XVI secolo!).
La Chiesa e lo Stato, per Calvino sono due distinti strumenti che cooperano per la gloria di Dio. Vi troviamo quindi quell’etica del lavoro presente anche nel Luteranesimo, che contribuirà a plasmare tutte le Nazioni nelle quali attecchirà.
La Chiesa era condotta da pastori, dottori, anziani e diaconi. Uno dei discepoli di Calvino fu John Knox, che esercitò il suo ministero riformatore in Scozia e tramite l’emigrazione raggiunse il Nord America, la Nuova Zelanda e l’Australia dove si trovano oggi le Chiese presbiteriane. Anche i Paesi Bassi passarono alla Riforma.
Caratteristica dell’Olanda fu la tolleranza verso la minoranza cattolica e verso gli ebrei.
In Francia invece la Riforma fu sanguinariamente osteggiata e ricordiamo l’abiura di Enrico IV e soprattutto la strage degli Ugonotti compiuta la notte di San Bartolomeo. Rimase un piccolo nucleo di protestanti, tollerato, mentre altri emigrarono. In Inghilterra vennero chiamati spregiativamente puritani ed erano guidate da presbiteri ( anziani) da cui venne il termine presbiteriani. Furono violentemente perseguitati al punto che molti fuggirono a bordo della Mayflower, fondando lo Stato del Massachussets.
Questo gruppo di esuli è noto col nome di Padri Pellegrini. Quelli rimasti in Inghilterra guidarono la rivolta contro l’assolutismo reale e si divisero tra presbiteriani(moderati) e congregazionalisti. Ad essi appartengono Oliver Cromwell, John Milton e tra gli altri John Bunyan, autore del famoso “IL PELLEGRINAGGIO DEL CRISTIANO”, Jonathan Edwards, un filosofo convertito la cui predicazione potente diede inizio ad uno dei primi grandi risvegli religiosi in America e nel XX secolo, Karl Barth considerato da molti il massimo teologo del secolo appena trascorso. Il Puritanesimo ha notevolmente influenzato la società Inglese e ad esso si fa risalire la nascita della democrazia parlamentare. Il Calvinismo fu dottrinalmente intransigente, basti pensare al rogo di Serveto ( reo di antitrinitarismo) a Ginevra, ed alla scomunica di Arminio che rigettò la dottrina della predestinazione accettando quella del Libero arbitrio. . Da esso, in vari Stati, nacquero le prime Chiese libere, fautrici della separazione tra Stato e Chiesa( in Italia tale principio divenne noto come “LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO”). Attivi nel campo missionario, sono significativamente presenti in Asia e Africa. Al filone Riformato appartiene la Chiesa Valdese, che è la più antica Chiesa Evangelica presente in Italia. Suo iniziatore fu Valdo che, alla fine del 1100 fondò una confraternita chiamata i poveri di Lione. Egli predicava pur eseendo un laico ed erano presenti tutte quelle istanze evangeliche che saranno poi in Francesco di Assisi. Ma contariamente a quest’ultimo, il cui movimernto verà riassorbito dalle gerarchie Romane, i Valdesi si dimostarono più radicali e nonostante la repressione si espansero nell’Europa centro orientale ed in Italia ( poveri lombardi), si spinsero fino in Calabria. Essi si caratterizzavano per la presenza dei “barba” ( predicatori itineranti) ed applicavano alla lettera il Sermone sul monte (Matteo 5 e ss.). Nel 1532 essi aderirono alla Riforma. Seguirono alterne vicende, caratterizzate da tentativi di sterminarli ( la cosa riuscì in Calabria), ma nonostante tutto, la Chiesa VALDESE che a buon titolo è la più antica Chiesa Evangelica, è sopravvissuta fino ai nostri giorni ed è presente, a seguito dell’immigrazione, in Argentina ed Uruguay. In Italia Valdesi e Metodisti hanno concluso un patto di integrazione per cui, pur conservando le originali peculiarità, operano assieme e sono in stretta collaborazione con le Chiese Battiste aderenti all’UCEBI. In sintesi sono quelle che impropriamente vengono definite Chiese storiche, per distinguerle da movimenti di più recente costituzione. Chiesa o Comunione Anglicana Le origini sono senza dubbio inconsuete, in quanto Enrico VIII re d’Inghilterra doveva risolvere un urgente problema di dinastico. Sotto il profilo giuridico, secondo il codice di Giustiniano il sovrano era la autorità suprema sia per lo Stato che per la Chiesa ( infatti tutt’oggi la regina di Inghilterra è formalmente capo della Chiesa di Inghilterra con i problemi legati anche al principe ereditario che ha sposato una divorziata, creando non pochi problemi!). Visto che il papa era imparentato con la moglie di Enrico al quale aveva concesso una dispensa che rese possibile il matrimonio, e che non si decideva a sciogliere il matrimonio, il re, con il cosidetto “ atto di supremazia” venne proclamato capo terreno della Chiesa di inghilterra, ma ciò aveva solo una connotazione giuridica e non spirituale. Sicuramente a favore giocò anche la simpatia che molti religiosi nutrivano nei confronti del protestantesimo ed infatti la liturgia venna modificata, proclamata la parità tra religiosi e laici, accettata la dottrina della giustificazione per fede e la Bibbia ebbe un posto d’onore. C’erano insomma le condizioni perché questa neonata Chiesa fosse su posizioni filoprotestanti, anche grazie al Riformato italiano Pietro Martire Vermigli. Ci fu comunque una violente reazione sotto Maria Tudor detta la sanguinaria e molti finirono al rogo, tuttavia ormai il popolo sentiva sua questa Chiesa che univa su posizioni moderate lo spirito nazionale con le dottrine tipiche del Protestantesimo. Ciò si verificò soprattutto grazie ad Oliver Cromwell che capeggiò una rivolta contro re Carlo I , filo cattolico, che finì decapitato. Tra alti e bassi, verso la fine del XVII secolo si giunse alla nascita delle prime Chiese che si staccarono da quella Anglicana, la quale comunque mantenne in patria una posizione dominante ( negli Stati Uniti si chiama Episcopale). Nei successivi secoli essa mantenne in sé due diverse tendenze, una filocattolica chiesa alta) ed una filoprotestante (chiesa bassa). Questa singolarità fa sì che essa non abbia una vera e propria confessione di fede e le principali dottrine sono spiegate comunque in senso evangelico e rifiuta i dogmi più recenti ( infallibilità papale ed assunzione di Maria), ma il testo più noto è il Prayer Book che è orientato in senso cattolico. In sintesi la liturgia è vicina a quella Cattolica ma la morale ed il principio della libertà di coscienza individuale è senz’altro di stampo Protestante.
Zwingli era un prete che anelava ad una Riforma che per gradi accettò i contenuti evangelici della fede. La sua azione si sviluppò in Svizzera (Zurigo) ed ebbe contenuti marcatamente sociali.
Il culto era incentrato sulla lettura e meditazione della Parola. Ebbe seguito in alcune città Svizzere e della Germania meridionale, ma il fallimento dei colloqui di Marburgo, volti a riunire i Protestanti fallì per divergenze dottrinali sulla Santa Cena.
Nel 1531 Zwingli rimase ucciso nella battaglia contro i Cantoni Cattolici. Figura centrale delle Chiese riformate è senza dubbio Giovanni Calvino, francese trapiantato a Ginevra, la cui opera principale è l’istituzione della religione cristiana. Ginevra era una città priva di autenico riferimento morale e dopo una prima opposizione da parte dei cittadini, essa divenne il centro del Protestantesimo. La vita morale, religiosa e sociale di Ginevra venne radicalmente mutata; vennero create attività industriali, l’istruzione scolastica divenne obbligatoria ( eravamo nella prima metà del XVI secolo!).
La Chiesa e lo Stato, per Calvino sono due distinti strumenti che cooperano per la gloria di Dio. Vi troviamo quindi quell’etica del lavoro presente anche nel Luteranesimo, che contribuirà a plasmare tutte le Nazioni nelle quali attecchirà.
La Chiesa era condotta da pastori, dottori, anziani e diaconi. Uno dei discepoli di Calvino fu John Knox, che esercitò il suo ministero riformatore in Scozia e tramite l’emigrazione raggiunse il Nord America, la Nuova Zelanda e l’Australia dove si trovano oggi le Chiese presbiteriane. Anche i Paesi Bassi passarono alla Riforma.
Caratteristica dell’Olanda fu la tolleranza verso la minoranza cattolica e verso gli ebrei.
In Francia invece la Riforma fu sanguinariamente osteggiata e ricordiamo l’abiura di Enrico IV e soprattutto la strage degli Ugonotti compiuta la notte di San Bartolomeo. Rimase un piccolo nucleo di protestanti, tollerato, mentre altri emigrarono. In Inghilterra vennero chiamati spregiativamente puritani ed erano guidate da presbiteri ( anziani) da cui venne il termine presbiteriani. Furono violentemente perseguitati al punto che molti fuggirono a bordo della Mayflower, fondando lo Stato del Massachussets.
Questo gruppo di esuli è noto col nome di Padri Pellegrini. Quelli rimasti in Inghilterra guidarono la rivolta contro l’assolutismo reale e si divisero tra presbiteriani(moderati) e congregazionalisti. Ad essi appartengono Oliver Cromwell, John Milton e tra gli altri John Bunyan, autore del famoso “IL PELLEGRINAGGIO DEL CRISTIANO”, Jonathan Edwards, un filosofo convertito la cui predicazione potente diede inizio ad uno dei primi grandi risvegli religiosi in America e nel XX secolo, Karl Barth considerato da molti il massimo teologo del secolo appena trascorso. Il Puritanesimo ha notevolmente influenzato la società Inglese e ad esso si fa risalire la nascita della democrazia parlamentare. Il Calvinismo fu dottrinalmente intransigente, basti pensare al rogo di Serveto ( reo di antitrinitarismo) a Ginevra, ed alla scomunica di Arminio che rigettò la dottrina della predestinazione accettando quella del Libero arbitrio. . Da esso, in vari Stati, nacquero le prime Chiese libere, fautrici della separazione tra Stato e Chiesa( in Italia tale principio divenne noto come “LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO”). Attivi nel campo missionario, sono significativamente presenti in Asia e Africa. Al filone Riformato appartiene la Chiesa Valdese, che è la più antica Chiesa Evangelica presente in Italia. Suo iniziatore fu Valdo che, alla fine del 1100 fondò una confraternita chiamata i poveri di Lione. Egli predicava pur eseendo un laico ed erano presenti tutte quelle istanze evangeliche che saranno poi in Francesco di Assisi. Ma contariamente a quest’ultimo, il cui movimernto verà riassorbito dalle gerarchie Romane, i Valdesi si dimostarono più radicali e nonostante la repressione si espansero nell’Europa centro orientale ed in Italia ( poveri lombardi), si spinsero fino in Calabria. Essi si caratterizzavano per la presenza dei “barba” ( predicatori itineranti) ed applicavano alla lettera il Sermone sul monte (Matteo 5 e ss.). Nel 1532 essi aderirono alla Riforma. Seguirono alterne vicende, caratterizzate da tentativi di sterminarli ( la cosa riuscì in Calabria), ma nonostante tutto, la Chiesa VALDESE che a buon titolo è la più antica Chiesa Evangelica, è sopravvissuta fino ai nostri giorni ed è presente, a seguito dell’immigrazione, in Argentina ed Uruguay. In Italia Valdesi e Metodisti hanno concluso un patto di integrazione per cui, pur conservando le originali peculiarità, operano assieme e sono in stretta collaborazione con le Chiese Battiste aderenti all’UCEBI. In sintesi sono quelle che impropriamente vengono definite Chiese storiche, per distinguerle da movimenti di più recente costituzione. Chiesa o Comunione Anglicana Le origini sono senza dubbio inconsuete, in quanto Enrico VIII re d’Inghilterra doveva risolvere un urgente problema di dinastico. Sotto il profilo giuridico, secondo il codice di Giustiniano il sovrano era la autorità suprema sia per lo Stato che per la Chiesa ( infatti tutt’oggi la regina di Inghilterra è formalmente capo della Chiesa di Inghilterra con i problemi legati anche al principe ereditario che ha sposato una divorziata, creando non pochi problemi!). Visto che il papa era imparentato con la moglie di Enrico al quale aveva concesso una dispensa che rese possibile il matrimonio, e che non si decideva a sciogliere il matrimonio, il re, con il cosidetto “ atto di supremazia” venne proclamato capo terreno della Chiesa di inghilterra, ma ciò aveva solo una connotazione giuridica e non spirituale. Sicuramente a favore giocò anche la simpatia che molti religiosi nutrivano nei confronti del protestantesimo ed infatti la liturgia venna modificata, proclamata la parità tra religiosi e laici, accettata la dottrina della giustificazione per fede e la Bibbia ebbe un posto d’onore. C’erano insomma le condizioni perché questa neonata Chiesa fosse su posizioni filoprotestanti, anche grazie al Riformato italiano Pietro Martire Vermigli. Ci fu comunque una violente reazione sotto Maria Tudor detta la sanguinaria e molti finirono al rogo, tuttavia ormai il popolo sentiva sua questa Chiesa che univa su posizioni moderate lo spirito nazionale con le dottrine tipiche del Protestantesimo. Ciò si verificò soprattutto grazie ad Oliver Cromwell che capeggiò una rivolta contro re Carlo I , filo cattolico, che finì decapitato. Tra alti e bassi, verso la fine del XVII secolo si giunse alla nascita delle prime Chiese che si staccarono da quella Anglicana, la quale comunque mantenne in patria una posizione dominante ( negli Stati Uniti si chiama Episcopale). Nei successivi secoli essa mantenne in sé due diverse tendenze, una filocattolica chiesa alta) ed una filoprotestante (chiesa bassa). Questa singolarità fa sì che essa non abbia una vera e propria confessione di fede e le principali dottrine sono spiegate comunque in senso evangelico e rifiuta i dogmi più recenti ( infallibilità papale ed assunzione di Maria), ma il testo più noto è il Prayer Book che è orientato in senso cattolico. In sintesi la liturgia è vicina a quella Cattolica ma la morale ed il principio della libertà di coscienza individuale è senz’altro di stampo Protestante.
| 4 Ottobre 2006 |
le denominazioni evangeliche
inizamo una breve rassegna delle principali denominazioni evangeliche.
Brevi cenni sulle denominazioni Evangeliche parte prima E’ interessante notare come la Storia si ripeta in quanto in tutte le epoche degli uomini, che bramavano una maggior coerenza con la fede cristiana e con la sua morale, hanno iniziato un percorso di ricerca che sta alla base delle varie denominazioni. Esse, pur se derivate talvolta da occasionalità storiche, da divisioni o semplicemente da diverse visioni della Chiesa o da diversità di interpretazioni dottrinali dottrinali, hanno comunque contribuito a mantenere viva quella tensione di continua Riforma che è caratteristica peculiare del Protestantesimo sin dal suo sorgere. Non sempre e non tutto è edificante nella storia di questi che per lo più nati come movimenti, si sono poi trasformati in Chiese ma , al di là degli uomini e del loro agire, sta Dio che è Signore e Sovrano. Volendo onorare Lui, milioni di uomini e donne hanno sopportato persecuzioni, privazioni e martirii e la loro voce è giunta fino ai nostri giorni. Quella che segue è una breve e sintetica ricerca che si limita ad evidenziarne le contingenze storiche nelle quali esse sono nate ed a tracciarne le linee dottrinali essenziali, ma è una Storia gloriosa della quale come, Cristiani Evangelici, possiamo andare fieri perché questi nostri precursori hanno sempre creduto nel valore irrinunciabile della libertà cristiana, della responsabilità personale del credente e, come ha osservato qualcuno, le divisioni sono il prezzo di questa libertà. Il Protestantesimo vive al suo interno un’ unità che deriva direttamente dalla comune fede nel Signore e Salvatore Gesù Cristo ed il riferimento costante è alla Bibbia intesa quale Parola di Dio pur con accenti di maggiore o minore letteralismo. E’ innegabile che quella delle denominazioni evangeliche sia una storia molto articolata. Pur se osteggiati, perseguitati e messi a tacere con metodi spesso sanguinari, nella Chiesa i dissidenti sono esistiti da sempre; le notizie storiche spesso frammentarie o volutamente distorte non danno un quadro nitido degli avvenimenti ma c’è un filo che lega il Montanismo del II secolo, gli Albigesi ed i Catari, fino a giungere a Valdo e allo stesso Francesco di Assisi infatti, tutti costoro, seppur talvolta con errori e degenerazioni, erano portatori di istanze squisitamente evangeliche. Alcuni furono intransigenti pagando spesso con la morte, altri vennero in qualche modo riassorbiti dal Cattolicesimo Romano, ma comunque questi fermenti continuarono e sono presenti in Wyclif ed in Ian Hus i quali vengono considerati pre-riformatori in quanto alle loro idee si richiameranno più avanti Lutero e Calvino che inizieranno ad occuparsi di teologia in modo sistematico ed al cui pensiero ancora si richiama in buona parte il Protestantesimo. Dall’azione riformatrice di Hus, rettore dell’università di Praga, imprigionato a tradimento dalla Chiesa di Roma e arso vivo nel 1415 a Costanza, nacquero i fratelli moravi, simili per molti aspetti ai Valdesi. Sopravvissuti allo spietato sterminio compiuta dalla Controriforma, emigrarono nel Nord America e dalla’zione missionaria nacquero ed esistono tuttora comunità nel Sua America ed in Africa Sud Orientale. L’unità del Protestantesimo non si regge su di un Potere Centrale ( anzi il cosidetto ministero petrino della Chiesa Cattolica Romana è da sempre uno dei maggiori motivi di divisione tra cattolici e protestanti). Esso trova la sua unità nella Fede in Gesù Cristo ed in alcuni elementi che sono la base comune per tutti gli Evangelici: la Scrittura con la sua indiscussa autorità, la Cristologia, la responsabilità personale del credente, la comunità formata da cristiani militanti ed intesa come luogo di servizio reciproco ( sacerdozio universale).
| 3 Ottobre 2006 |
Le dottrine pentecostali
una sintesi delle principali dottrine pentecostali, che dimostra, al di là di alcune peculiarità tipiche del movimento pentecostale, che si tratta di Chiese inserite nel solco della tradizione Evangelica...
I Cristiani evangelici pentecostali credono in tutte le dottrine del Cristianesimo biblico. Al di là degli appellativi e delle etichette che ci vengono attribuiti dagli altri, siamo e ci sentiamo soltanto Cristiani. Dal punto di vista dottrinale, crediamo quindi: · nella Trinità, quindi nella divinità di Gesù Cristo, e nella personalità e divinità dello Spirito Santo; · nella nascita verginale di Cristo, nella sua perfetta umanità, nella sua vita santa e priva di peccato, nei suoi insegnamenti, nei suoi miracoli e guarigioni, nella sua morte avvenuta per le nostre iniquità e nella sua resurrezione corporale avvenuta per la nostra giustificazione, nella sua ascensione in cielo alla destra di Dio dove anche ora intercede per tutti i santi che sono in terra, e nel suo personale e visibile ritorno glorioso dal cielo che si verificherà a suo tempo; · nell'ispirazione verbale e plenaria della Sacra Scrittura (nel cui canone non includiamo i libri apocrifi che invece ha incluso la chiesa cattolica); · che l'uomo è un peccatore, e che il peccato è entrato nel mondo con la caduta del primo uomo; che l'uomo deve pentirsi dei suoi peccati e credere nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei suoi peccati; soltanto mediante la fede in Lui l'uomo può essere salvato e riconciliato con Dio; · che una volta che l'uomo si è ravveduto e ha creduto nel Signore Gesù Cristo, deve farsi battezzare per immersione in acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in ubbidienza alle parole di Cristo; la rigenerazione non avviene tramite l'acqua del battesimo ma tramite la Parola di Dio quando la si accetta per fede (cioè quando ci si ravvede e si crede nel Signore Gesù Cristo); · che una volta che si è nati di nuovo bisogna vivere una vita degna del Vangelo, per cui il credente deve vivere una vita santa, mansueta e fondata sull'amore di Cristo; questo comporta il dovere di praticare le opere buone che sono state innanzi preparate da Dio per noi affinché le pratichiamo; · nel battesimo con lo Spirito Santo che è una esperienza successiva alla rigenerazione (nuova nascita); questo battesimo è compiuto da Cristo ed è accompagnato dal parlare in altra lingua secondo che lo Spirito Santo dà d'esprimersi; nei doni dello Spirito Santo citati da Paolo nella prima lettera ai Corinzi al capitolo 12; · nei ministeri di apostolo, profeta, evangelista, pastore e dottore, dati da Cristo per il perfezionamento dei santi; · in una vita ultraterrena dopo morti, beata in cielo con il Signore per i salvati (cioè per quelli che si sono ravveduti ed hanno creduto in Gesù Cristo), e di condanna all'inferno per i perduti (cioè per coloro che non hanno creduto nel Signore Gesù e sono morti nei loro peccati); · che ci sarà la resurrezione dei giusti, al ritorno di Cristo, e degli ingiusti dopo il regno millenario di Cristo sulla terra; · celebriamo la cena del Signore sotto gli elementi del pane e del vino, per ricordare con essa la morte del Signore Gesù finché Egli venga (rigettiamo la transustanziazione). È bene sottolineare che vi sono anche delle comunità che si definiscono pentecostali ma insegnano delle eresie; sono riconoscibili dal fatto che non ubbidiscono agli insegnamenti del Nuovo Testamento, o introducono dottrine e interpretazioni non bibliche. Tra queste ultime vi sono le chiese Unitariane (antitrinitari), che negano la Trinità. Vi sono anche alcuni predicatori che insegnano dottrine false - ad esempio, che un cristiano non può ammalarsi o che deve essere ricco materialmente; tra questi vi sono gli statunitensi Kenneth Copeland e Benny Hinn, e i seguaci delle cosiddette "Benedizioni di Toronto". In Italia il movimento evangelico pentecostale si è sviluppato rapidamente soprattutto nel Meridione, nel corso degli anni '20 e '50, tanto da preoccupare le autorità politiche (fasciste) e quelle religiose (cattoliche). Queste misero in atto durissime repressioni contro i pentecostali, che furono praticamente fuorilegge fino al 1959 (una testimonianza è disponibile nel documento Persecuzione in Italia, scritto da Roberto Bracco, che insieme ad altri credenti visse in prima persona le persecuzioni durante il fascismo). Una parte dei pentecostali italiani è organizzata nelle "Assemblee di Dio" (ADI), ma vi sono moltissime "chiese libere" che preferiscono non ricorrere all'organizzazione al fine di non perdere la semplicità dei servizi di culto e di adorazione al Signore. Si valuta che complessivamente nel mondo vi siano oltre 500 milioni di pentecostali; difficile stimare i soli pentecostali indipendenti, tutti insieme potrebbero essere alcune centinaia di migliaia in Italia.
| 4 Settembre 2006 |
Le Chiese Cristiane Evangeliche Pentecostali del Nord Est
conferenze e concerto Le loro opere li seguono…
Le Chiese Cristiane Evangeliche Pentecostali del Nord Est (CCPI), con il Patrocinio della Federazione delle Chiese Pentecostali, nel quadro delle celebrazioni del centenario della nascita della prima Comunità Evangelica Pentecostale Italianai n v i t a n o Sabato 23 settembre 2006Alle ore 10.30. presso la sala municipale del Comune di Cavasso Nuovo (PN)ad una conferenza su Luigi Francescon ( Cavasso 1866 – Chicago 1964) e ad un concerto di musica Gospel alle ore 18.00.presso il Teatro Comunale di Maniago (PN) PROGRAMMASabato 23 settembre 2006Ore 10.30.- presso la sala municipale del Comune di Cavasso Nuovo (PN).Conferenza:Luigi Francescon, precursore del movimento Pentecostale Italiano.Relatore: Dr. Carmine Napolitano, Preside della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose.Introduzione del dr. Giuliano Soveri – Pastore della Chiesa Cristiana Evangelica – comunità Pentecostale - di Pordenone (CCPI). Ore 18.00.- presso il Teatro Comunale di Maniago (PN) Concerto di musica Gospel di Daniele De Cario partecipa la corale della Chiesa Evangelica Rumena di PordenoneDomenica 24 settembre 2006Ore 18.00.- presso la Chiesa Cristiana Evangelica – comunità Pentecostale di Pordenone via Castelfranco Veneto, 77/6 (zona Comina) Culto Evangelico di chiusuraINGRESSO LIBERO.Per informazioni: gsoveri@libero.it www.pordenonevangelica.org tel. 0434.540357 348.6429877 Nel 1866 a Cavasso Nuovo ridente paesino a pochi chilometri da Pordenone (allora era tutta Provincia di Udine), nasceva Luigi Francescon il quale, come molti Friulani, conobbe ben presto la via dell’emigrazione in America. Lì ricevette la testimonianza evangelica e dopo qualche anno, venuto in contatto con alcuni credenti pentecostali sperimentò la promessa di Dio, ricevendo il battesimo dello Spirito Santo con il segno delle lingue (Atti 2:4, Marco 16:17,10:46, 19:6). Correva l’anno 1907. Assieme ad altri compagni d’opera, tra i quali Giacomo Lombardi, divenne da allora un instancabile predicatore dell’evangelo. Erano uomini semplici, alcuni come Lombardi assolutamente illetterati, ma lo Spirito Santo agiva potentemente ed essi annunziarono l’Evangelo in varie nazioni, tra le quali l’Italia, l’argentina ed il Brasile ove tuttora è presente una denominazione pentecostale, nata dal lavoro missionario di Francescon, che conta circa due milioni di membri. La Federazione delle Chiese Pentecostali che conta in Italia circa 350 Chiese, ha avviato una serie di iniziative per ricordare l’imminente centenario della nascita della prima Chiesa Evangelica Pentecostale di lingua italiana, della quale Francescon, Lombardi ed altri con loro, sono stati pionieri. Il prossimo 23 settembre, proprio a Cavasso Nuovo, terremo una conferenza sulla figura di Francescon e sulla nascita del movimento Pentecostale Italiano ed a seguire un concerto di musica evangelica e testimonianze nel Teatro Comunale di Maniaco. Sarà un’occasione di testimonianza che in qualche modo è conseguenza dell’impegno di questi uomini e pensare che saremo in qualche modo associati idealmente a questi uomini di Dio mi emoziona profondamente. Ciò che trovo edificante nella loro vita è il senso del servizio unito alla umiltà e sobrietà che caratterizzano i veri servi di Dio i quali vogliono che solo il loro Signore e Maestro riceva tutta la gloria e l’onore. Essi si mossero sempre per fede, senza organizzazioni alle spalle, sostenuti dalle Chiese di appartenenza e dalle famiglie che sopportarono enormi sacrifici affinché questi uomini potessero annunciare con franchezza l’Evangelo della salvezza. Non avevano altra preparazione se non quella che si consegue alla scuola dello Spirito Santo, furono uomini di preghiera e di azione, veri discepoli, autentici giganti della fede il cui esempio deve essere uno stimolo per noi ad osare perché il mondo ha bisogno di ricevere la Parola di Dio. A Gerusalemme, nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo per la prima volta discese sui discepoli di Cristo, tutti si meravigliavano perché riconoscevano che quegli uomini non possedevano sapienza umana né competenza teologica è articolare eppure, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi dissero: li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue (Atti 2:11). Ciò avveniva perché si avverava ciò che il Signore Gesù aveva promesso ai suoi discepoli di ogni tempo: io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire (Luca 21:15). La Chiesa nata a Gerusalemme il giorno di Pentecoste non aveva mezzi finanziari né mezzi di trasporto o di comunicazione come ai nostri giorni, non c’erano tra loro molti sapienti com’è scrisse Paolo nella I Corinzi v. 26, aggiungendo al verso 27, che Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti e le cose deboli del mondo per svergognare le forti. Questi uomini fecero un’esperienza profonda che segnò tutto il resto della loro vita; presero sul serio la Parola di Dio e con la loro vita onorarono il Signore il quale, a Sua volta, onorò loro! Neppure loro avevano mezzi né risorse, ma la loro fiducia nel Signore era assoluta e, come l’Apostolo Paolo sentivano di aver un debito d’amore verso tutti per cui si spinsero ovunque lo Spirito Santo li inviasse. Soprattutto di Lombardi si raccontano opere soprannaturali che il Signore compì per suo mezzo, in tutto e per tutto simili a quelle narrate nel libro degli Atti degli Apostoli. Perché meravigliarsi: non crediamo noi che Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi ed in eterno? Non crediamo noi alle Sue promesse? Non riceviamo il battesimo da parte dello stesso Spirito Santo, con gli stessi segni e con la medesima Potenza? Forse è solo questione di...cuore. Questi uomini lasciarono ogni cosa facendo loro l’imperativo morale che fu di Paolo (I Cor 9:16): guai a me se non evangelizzo, necessità me n’è imposta! In Italia essi ebbero molta opposizione, anche all’interno del mondo evangelico, ciò nonostante dal loro lavoro nacquero Chiese e ci furono vere conversioni, ma certo i risultati non furono pari a quelli riscontrati in altre nazioni. Sono certo che Francescon avesse peso per i Friulani ed oggi noi abbiamo l’occasione di riprendere il suo lavoro evangelistico e di annunciare la buona novella a questa Regione i cui abitanti, quando si convertiranno, saranno formidabili soldati di Cristo come lo fu il Friulano Luigi Francescon. Proseguendo questo lavoro in qualche misura si adempirà ciò che è scritto in Apocalisse 14:13:…e udii una voce dal cielo che diceva: beati coloro che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono.
| 23 Agosto 2006 |
il movimento pentecostale italiano
la nostra Chiesa è membro della Chiesa Cristiana Pentecostael Italiana (CCPI). L'articolo che segue, del dr. Carmine Napolitano, attuale segretario della CCPI è tratto dal sito www.ccpi.it
STORIA 1. ( Il movimento pentecostale come fenomeno mondiale) Il pentecostalesimo con tutta probabilità è il più esteso fenomeno religioso manifestatosi in seno alla cristianità, sicuramente il più clamoroso del Novecento; insieme al movimento ecumenico e al concilio Vaticano II sarà forse ricordato come fatto cruciale che ha caratterizzato il cristianesimo del XX Secolo. La multiversa origine e la multiforme affermazione raggiunta sono ancora lontane dall’essere studiate nelle loro varie implicazioni; d’altra parte, per molte ragioni, è un fenomeno ancora in svolgimento nonostante il secolo di storia che ormai ha alle spalle e i circa 500 milioni di persone che ispirano la propria vita religiosa ad una spiritualità di tipo pentecostale: un quarto dell’intera cristianità. La definizione di questo fenomeno mondiale "movimento pentecostale non deve fuorviare circa la sua omogeneità; l’espressione , infatti, sta ad indicare una pluralità di soggetti e di posizioni a volte molto distanti l’uno dall’altro per cui sarebbe più opportuno parlare di "movimenti pentecostali". Il pentecostalesimo, dunque, è un evento assurto a fenomeno; vale a dire che per "movimento pentecostale" si deve storicamente intendere un insieme di fatti religiosi che all’inizio del Novecento, maturando all’interno di una precisa tradizione spirituale ed unendosi a fattori socioculturali, diede vita ad un processo di lungo periodo e di vasta portata geografica che ha interessato tutto il mondo. Tale inizio si ebbe in quelle aree geografiche dove il protestantesimo costituiva il riferimento della maggioranza della popolazione (America del nord ed Europa settentrionale) per poi estendersi quasi subito anche a paesi dove era predominante il cattolicesimo o l’ortodossia (Europa orientale e meridionale, America del sud); di là, nel giro di pochi anni, arrivò nei cosiddetti paesi di missione (India, Cina, Oriente in genere e Africa ). Il pentecostalesimo, quindi, nasce agli inizi del secolo e si propone ora come movimento di risveglio interno alle chiese (in area protestante), ora come movimento di riforma con forte taglio proselitistico (in area cattolica e ortodossa), ora come movimento d’azione missionaria Aldilà, comunque, delle distinzioni interne la spiritualità pentecostale in genere si inserisce a pieno titolo nella linea centrale del cristianesimo; oltre al fatto di essere cristiani nel senso dei grandi dogmi della fede (trinità, divinità di Gesù Cristo) i pentecostali sono pienamente inseriti nell’alveo della riforma protestante accettandone i principi fondamentali (centralità e autorità delle scritture bibliche, salvezza per sola grazia mediante la fede). Il suo immediato retroterra teologico è costituito dai grandi risvegli religiosi che hanno periodicamente attraversato il protestantesimo del XVIII e XIX secolo evidenziando l’urgenza dell’impegno personale del credente e la necessità di una significativa esperienza di salvezza (conversione intesa come evento databile, santificazione come work in progress della grazia divina). A ciò il pentecostalesimo aggiunge una specifica componente pneumocarismatica caratterizzata dalla fede nella guarigione divina’ nella liberazione interiore (spesso intesa anche come liberazione esorcistica) operata da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione, nella profezia intesa come attività spirituale volta all’esortazione e al discernimento che talvolta assume anche caratteristiche di chiaroveggenza. L’esperienza centrale, pero’, della spiritualità pentecostale è il cosiddetto ‘battesimo con lo Spirito santo’, questa espressione indica un’esperienza comune a tutto il mondo pentecostale e ne costituisce il comune denominatore aldilà delle differenze interne. Non è facile stabilire in cosa consista precisamente tale esperienza perché una riflessione chiarificatrice su di essa presupporrebbe più una metodologia teologica anziché storica; la difficoltà nasce anche dal fatto che nell’autocomprensione pentecostale è difficile rinvenire formulazioni documentate che spieghino chiaramente il significato di questa esperienza. L’unico dato certo consiste nella connotazione fenomenica che l’accompagna e che si concretizza in una manifestazione glossolalica considerata il segno per eccellenza del "battesimo con lo Spirito santo". Si tratta, insomma, di un’esperienza spirituale alla luce della quale la fede cristiana assume una nuova prospettiva ed una nuova forza capace di rispondere in profondità alle esigenze interiori dell’individuo ed a collocarlo in modo nuovo anche rispetto alla società. Il credente possiede con essa un segno certo dell’inabitazione dello Spirito e ciò vale a dargli nuova dignità, anzi in molti casi crea ex novo una dignità cancellata dall’emarginazione sociale; tale esperienza quasi sempre è considerata necessaria per adempiere la propria missione di credente come testimone dell’ Evangelo. Ma sarebbe riduttivo pensare che il fenomeno sia confinabile e confinato all’interno di determinati strati sociali e impostare in questa prospettiva la ricerca delle cause relative alla sua origine. 2. (Il movimento pentecostale italiano) La dinamica della spiritualità pentecostale non ha seguito strade omogenee nei vari filoni del pentecostalesimo che spesso si sono sviluppati come compartimenti stagni maturando prospettive a volte marcatamente divergenti sul significato e sull’importanza da attribuire alle caratteristiche della propria esperienza; il pentecostalesimo italiano rappresenta, dunque, uno di questi filoni che per caratteristiche socioculturali si delinea con una sua specificità. Una valutazione del pentecostalesimo italiano deve tenere conto del rilievo internazionale che nel corso degli anni ha assunto in ragione di una diffusione che, essendosi realizzata lungo le vie dell’emigrazione avvenuta all’inizio del Novecento, ha contribuito per molti versi a mantenere vivo il senso dell’identità nazionale nei luoghi verso i quali essa conduceva caratterizzandolo come un fenomeno nel fenomeno di cui la configurazione assunta in Italia è solo un’appendice; esiste, infatti, un pentecostalesimo di matrice italiana in Sud America (segnatamente in Brasile ed in Argentina) di gran lunga più numeroso e significativo di quello presente in Italia e ne esiste uno in Nord America e in Nord Europa meno numeroso, ma con una sua caratterizzazione. Il movimento pentecostale italiano prese le mosse all’inizio del secolo (1907) da una comunità evangelica di lingua italiana residente a Chicago; si trattava di un gruppo di famiglie che provenivano da diverse tradizioni evangeliche (batti sta, valdese, metodista, ecc.). Già da alcuni anni le chiese evangeliche che provenivano dalla tradizione del Risveglio vivevano un fermento rinnovatore dovuto ad un movimento spirituale che si poneva in diretta continuità con tuta la tradizione dei risvegli angloamericani del XVIII e XIX secolo insistendo sulla necessità della santificazione personale (movimento di santità); una componente di questo movimento introdusse un grosso elemento di novità considerando che tale santificazione potesse essere operata solo dalla presenza dello Spirito santo nel credente (inabitazione) e che questa presenza fosse certificata da un’esperienza spirituale denominata "battesimo con lo Spirito santo" contrassegnata dall’esercizio della glossolalia. Nel giro di pochi anni questa convinzione conquistò migliaia di persone e molti predicatori e pastori evangelici ne fecero il tema centrale della loro azione; fu così che all’inizio del 1907 questo messaggio arrivò anche a Chicago e coinvolse la comunità italiana che nel giro di pochi mesi divenne la prima comunità pentecostale di lingua italiana. Da questa chiesa partirono le missioni che fecero arrivare il messaggio pentecostale anche in Italia. Il pentecostalesimo italiano, come anche quello mondiale, ha avuto come sua caratteristica quello di espandersi in modo autonomo e autoctono; non esisteva alle origini una strategia missionaria di espansione, ma la propagazione avveniva molto spesso per iniziativa individuale e assumeva forme e caratteri che risentivano del contesto entro il quale si diffondeva. In Italia soprattutto questo atteggiamento fu molto marcato e ciò ha fatto in modo che nelle varie regioni e persino all’interno delle stesse regioni nascessero e si sviluppassero comunità pentecostali che spesso divergevano su talune questioni; spesso le divergenze non riguardavano differenze dottrinali e teologiche in senso stretto, ma piuttosto la concezione della struttura ecclesiastica. Ed è , questa, una cosa facilmente comprensibile se si tiene conto del fatto che i pentecostali di Chicago provenendo da chiese evangeliche diverse avevano portato in qualche modo con se ognuno le proprie convinzioni che venivano poi trasmesse con le azioni missionarie; il pentecostalesimo, infatti, non nacque per un dissenso teologico o ecclesiologico, ma sulla base di un' esperienza spirituale che accomunava tutti quelli che la facevano. Quando i primi pentecostali furono costretti ad organizzare il movimento in una chiesa a se perché rifiutati dalle chiese di origine si rifecero ognuno ai modelli organizzativi dai quali provenivano. Ciò spiega la frammentazione della presenza pentecostale in Italia e nel mondo nonostante vi siano ormai denominazioni pentecostali che aggregano centinaia di migliaia di credenti. 3. ( La CCPI come parte del movimento pentecostale italiano) La Chiesa Cristiana Pentecostale Italiana è una delle aggregazioni pentecostali presenti in Italia i cui tratti distintivi sono quelli segnalati nel Preambolo illustra la base ecclesiologica della CCPI; formalmente è nata solo nel 1997, ma le chiese locali che hanno contribuito alla sua nascita hanno tutte vari decenni di storia alle spalle (qualcuna risale agli anni Venti). Da un punto di vista di classificazione generale quest'area è da ritenersi inserita nel cosiddetto ' movimento pentecostale classico ' che fa risalire le sue origini all' inizio del secolo e si distingue dal cosiddetto ' movimento neopentecostale ' o più genericamente ' carismatico ' nato all'inizio degli anni Sessanta. Il modello organizzativo a cui si rifà la CCPI è dichiaratamente congregazionalista in linea con le convinzioni originarie dei pentecostali italiani di Chicago e con quanto vissuto dal movimento fino al secondo dopoguerra; in seguito ci fu un mutamento di rotta ecclesiologica che vide una gran parte del pentecostalesimo di allora optare per un modello organizzativo diverso derivato dall'affiliazione alle Assemblies of God americane. Ciò fu dovuto anche a problemi di carattere giuridico perché fino all'inizio degli anni Sessanta i pentecostali in Italia ebbero una libertà molto relativa e l'affiliazione al grosso ente pentecostale americano sembrava una risposta a questo problema. Con questa decisione, però, non concordarono diverse chiese che nel tempo diedero vita ad altre forme di aggregazione mantenendo l’antico spirito congregazionalista; tra queste le chiese pentecostali della Valle del Sele, le chiese cosiddette ‘zaccardiane’ (dal nome di Domenico Zaccardi, il loro maggior esponente), molte chiese locali indipendenti e le Congregazioni Cristiane Pentecostali dislocate soprattutto nella Sicilia sud orientale. Il progetto della CCPI nasce, dunque, come esigenza di varie comunità locali con una storia lunga alle spalle (rispetto alla nascita del pentecostalesimo naturalmente) che non intendono il congregazionalismo come isolamento, ma come affermazione di principi di autonomia delle singole chiese che non confliggono con l’esigenza di comunione interecclesiale e di attività in comune; la valorizzazione della propria storia non esclude o limita i rapporti con altre aree pentecostali insieme alle quali, anzi, la CCPI ha dato vita alla Federazione delle Chiese Pentecostali, un organismo che nel rispetto delle tradizioni e della più piena autonomia delle sue componenti ne sottolinea la sostanziale unità di visione e di cammino all’interno di una dinamica dialogica, ma anche dialettica. Nella stessa prospettiva la CCPI sta partecipando, insieme ad altre chiese pentecostali, al dialogo teologico con la Chiesa Valdese iniziato due anni fa.
| 28 Novembre 2005 |
luigi francescon
Sintesi della Conferenza tenuta a Cavasso Nuovo (UD) in occasione del centenario del Movimento Pentecostale 23/09/2006 relatore dr. Carmine Napolitano, nel corso della quale è stata consegnata al Sindaco una targa in memoria.
Com’è noto verso la fine dell’ottocento l'Italia fu interessata da una grossa ondata di emigrazione che coinvolse anche molti evangelici i quali si trasferirono spesso in gruppi all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Sud America; provenendo un po' da tutta Italia arrivavano nei paesi d'oltremare e davano vita a comunità molto coese e ferventi che si ingrandivano anche per l'opera evangelistica che svolgevano a ritmo sostenuto. Le prime ad essere fondate furono la chiesa battista di Buffalo (1890) e la chiesa presbiteriana di Chicago (1892). Proprio alcuni membri di essa diedero vita ad una comunità autonoma che divenne la prima comunità pentecostale di lingua italiana. Suo primo pastore fu Luigi Francescon, nato a Cavasso Nuovo (PN) il 29 marzo 1866. Quinto figlio di Pietro Francescon e di Maria fu seguito da una sorella più giovane di nome Giulietta. Molto presto, probabilmente insieme al papà, si trasferì in Ungheria dove apprese il mestiere di mosaicista. Nel 1877 ritornò in Italia per poi emigrare negli Stati Uniti, arrivando a Chicago il 3 marzo del 1890. Dopo pochi anni dalla conversione, intorno al 1894, leggendo Colossesi 2,12 si pose il problema del battesimo: cioè se andava fatto da adulto o si poteva mantenere quello da bambino; per diversi anni rimase nel dubbio, ma nel 1903 si decise a farsi battezzare da un altro evangelico che credeva nel battesimo agli adulti: Giuseppe Baretta. Nel 1900, infatti, la comunità presbiteriana cominciò ad essere frequentata da un gruppo di persone provenienti dalla Toscana e divenute evangeliche a Chicago per mezzo dell'azione evangelistica di Giuseppe P. Baretta il quale, a sua volta, era diventato evangelico in una chiesa metodi sta libera che evangelizzava attraverso riunioni domiciliari ed era contraria al pastorato ordinato e stipendiato. Questo gruppo di "toscani" (come vennero in seguito chiamati) era abituato ad una forma di culto nella quale si pregava spontaneamente e si praticava la "testimonianza" (cioè la narrazione spontan.ea di esperienze relative alla propria fede) che costituirà, poi, un elemento peculiare del culto pentecostale italiano e che il gruppo molto probabilmente aveva derivato da un'analoga pratica in voga presso le comunità metodiste libere. Francescon era stato conquistato dalla spontaneità che caratterizzava la concezione liturgica del gruppo e continuò a mantenere il contatto con esso, anche perché lui e Baretta svolgevano la stessa professione e spesso capitava che si incontrassero; frattanto in lui ed in altri membri della chiesa era andata maturando la convinzione che il pedobattesimo (praticato dalla chiesa presbiteriana) non fosse conforme all'insegnamento neotestamentario ed optavano per il battesimo agli adulti. Francescon parlò di questa faccenda al Baretta il quale dopo qualche titubanza si fece battezzare da un americano appartenente alla Chiesa dei Fratelli e, quindi, battezzò a sua volta Francescon e i suoi amici. I due gruppi si fusero ed aprirono un altro locale di culto pubblico sulla Grand Avenue di Chicago che all'epoca era il cuore del quartiere italiano della città. Verso la fine di aprile del 1907 entrò in contatto con la missione del pastore Durham (tornato da pochissimo tempo da Los Angeles dove aveva partecipato agli eventi di Azusa Street) che si trovava sulla North Avenue; Francescon rimase conquistato anche dall'esperienza pentecostale e lui stesso ne rimane coinvolto il 25 agosto. Dopo pochi mesi l'intera comunità italiana avrebbe fatto l'esperienza pentecostale divenendo la prima chiesa pentecostale di lingua italiana che alla fine del 1907 è già abbastanza numerosa. Nel giro di un anno questa comunità, grazie all'impegno di Francescon ed altri cresce molto e sviluppa una spinta missionaria notevole fino al punto che lo stesso Francescon, assolutamente convinto di essere chiamato da Dio a svolgere una missione in tal senso, lascia il lavoro e comincia una serie di viaggi missionari in USA e in altre nazioni. Nel marzo del 1908 si dedica alla predicazione a pieno tempo e nel giro di pochi mesi fondò chiese a S. Louis, Los Angeles, Philadelphia. Nel 1909 partì per l'Argentina e di qui l'anno seguente si recò in Brasile dando vita a movimenti di vastissime proporzioni. In questi primi viaggi ebbe compagni d'opera Giacomo Lombardi, altro pioniere del pentecostalesimo italiano, e una donna: Lucia Menna. In seguito il Brasile divenne il suo maggiore campo di azione missionaria. Tra il 1911 e il 1912 fece due viaggi missionari in Italia a cui ne seguì un terzo tra il 1929 e il 1930 durante il quale fu presidente del 2° Convegno Generale delle chiese pentecostali in Italia. In questo lavoro, pastorale e missionario, fu impegnato per il resto della vita fino alla fine avvenuta il 7 settembre 1964 quando morì a Chicago alla veneranda età di 98 anni e 6 mesi Dal siuo lavoro apostolico sono nate formazioni religiose che oggi contano tutte insieme milioni di membri; la più grande è senz'altro quella brasiliana delle Congregazioni Cristiane come volle chiamare tutte le chiese che nascevano dalla sua opera. Ad esse si aggiungono quelle in altri paesi del sud america, in nord America, nord Europa, in Australia e in Italia. Un movimento vasto e significativo e per molti versi originale. Milioni di persone in questo secolo di storia hanno trovato la speranza e la fede attraverso la predicazione pentecostale degli italiani; e in questa piccola e affascinante avventura un posto di rilievo tra i più alti spetta a Luigi Francescon. Sotto il profilo teologico pur in assenza di opere o libri nei quali siano tracciate le linee di un pensiero, anche in conseguenza del basso livello di istruzione, è possibile elencare alcune caratteristiche tipiche del suo pensiero. Innanzitutto un amore sconfinato per la Bibbia, per il suo messaggio che per lui costituiva un alimento quotidiano di idee da trasformare poi in azione; letta con semplicità e ancor più semplicemente applicata essa diveniva la fonte ispiratrice del suo lavoro pastorale e missionario. Poi una fede assoluta nella volontà di Dio e in ciò che egli credeva essere una sua specifica e personale chiamata alla missione. Ma tutto ciò si imperniava su una robusta educazione evangelica alla fede trasmessagli da quei personaggi incontrati nel suo cammino e che poggiava evidentemente sulla tradizione delle chiese evangeliche libere nate in Italia durante la secondo metà dell'Ottocento e affermatesi poi come l'elemento più promettente e produttivo della predicazione evangelica. Una miscela che, se da sola non basta a delineare una teologia, costituisce tuttavia l 'humus entro il quale una teologia può nascere e svilupparsi; come mostrerà in modo eccellente un suo contemporaneo e confratello: Giuseppe Petrelli. D'altra parte, l'interesse per la figura di Francescon dimostrato dalle diverse opere che direttamente o indirettamente si sono occupate di lui è testimonianza dell'importanza del personaggio e del suo lascito. Per approfondimenti potete inviarci una mail a gsoveri@libero.it e provvederemo a mettervi in contatto col dr. Carmine Napolitano.
| 28 Settembre 2005 |
Benchè morti testimoniano ancora( Ebrei 11:4)
Ho visitato le grotte alle quali si accedeva dalle case, e dove i credenti si riunivano per pregare senza essere visti; ho sentito le potenti testimonianze .....
Durante il servizio militare, ebbi l'onore di conoscere una famiglia di credenti evangelici originaria della Provincia de L'Aquila. In uno di quei deliziosi paesini di montagna, era venuta sviluppandosi una forte testimonianza evangelica che era andata crescendo nonostante le prove e le persecuzioni da parte delle autorità ( si era in pieno regime fascista). Ho visitato le grotte alle quali si accedeva dalle case, e dove i credenti si riunivano per pregare senza essere visti; ho sentito le potenti testimonianze raccontate da gente semplice e forte che ha combattuto il buon combattimento e serbata la fede. Un coppia di anziani in particolare mi aveva colpito, perchè erano come querce ritte e solide, gente che come Mosè sapeva stare sulla breccia nei momenti di crisi ed essere punto di riferimento per le future generazioni. Alberico e Bettina hanno avuto diversi figli e tutti hanno servito il Signore e tutt'oggi sono attivi, ed essendo tanti hanno anche messo al mondo tanti nipoti. Proprio a questi ultimi i nonni, qualche anno addietro, sulla soglia dei novanta anni, hanno scritto semplici e toccanti parole esortandoli a perseverare nella fede. Qualche giorno addietro una delle figlie mi ha letto la lettera e con il suo permesso, ho pensato che sarebbe stato bello farla conoscere, perchè oggi, che Alberico e Bettina sono con il Signore, la loro fede e la loro integrità morale, testimoniano ancora proprio com'è scritto in Ebrei a proposito del giusto Abele. Sono commosso ed onorato di averli conosciuti e posso testimoniare che i loro figli e le loro figlie sono della loro stessa tempra morale e spirituale; in qualche modo Alberico e Bettina sono i nonni di intere generazioni di credenti che tanto debbono a questa straordinaria famiglia. Ai loro figli, figlie e nipoti che in gran parte conosco personalmente, desidero esprimere tutto il mio apprezzamento per il servizio di Amore che hanno offerto alla Chiesa in Italia. Messaggio dei nonni Tutti i giorni noi chiediamo al Signore che nessuno dei nostri nipoti sia assente ,al grande appuntamento degli eletti, nel . Qualsiasi cosa capiti nella vostra vita, qualunque sia la disgrazia che vi colpisca, nulla può essere paragonato al fatto che uno di voi non appartenga a Gesù. Che tristezza se uno di voi fosse lasciato perchè non possiede la salvezza che Dio offre gratuitamente e non avesse ricevuto Gesù nel suo cuore come personale Salvatore! Che sconforto non essere presi dal Signore Gesù nel giorno molto vicino in cui Egli verrà a prendere i credenti per condurli in cielo! Non c'è niente di più tragico che conoscere la verità, essere stati sollecitati dalla Grazia di Dio ed essere rimasti indifferenti. E' così facile venire a Gesù, credere in Lui, riconoscersi perduto, confessare i propri peccati ai piedi della sua croce per ottenere la vita eterna. Vi supplichiamo dunque, coloro, tra di voi che non fossero convertiti: Venite a Gesù senza aspettare e ricevetelo come vostro Salvatore. Non date retta alla voce che vi porterebbe alla perdizione nelle vie del mondo; ben presto la porta della Grazia sarà definitivamente chiusa. Prima che sia troppo tardi vi supplichiamo: aprite il vostro cuore a Gesù per ottenere da Lui pace vera. E a noi, dateci tanta gioia, quella che abbiamo sempre desiderata per voi, perciò diamo diamo a tutti appuntamento nella gloriosa casa del Padre dove Gesù ha preparato i posti a tutti coloro che si confidano in Lui, per essere uniti per tutta l'eternità. Con tanto amore, dai vostri nonni.
| 5 Giugno 2005 |
alice shevkenek
una testimonianza a dimostrazione del fatto che la storia pentecostale continua.... un breve ritratto di Alice Shevkenek
Ho incontrato per la prima volta Alice Shevkenek all'aeroporto di Venezia; ero insieme a mia moglie ed abbiamo subito realizzato che c'era una particolare unzione su questa donna che, nonostante i suoi 78 anni, veniva da tre mesi di visite alle Chiese Evangeliche dell'Ucraina. La', tutti i giorni e, spesso piu' volte al giorno, aveva predicato e, tenuto conto che lei predica con facilita' per due ore (!), possiamo ben comprendere che solo il Signore puo' darle questa forza. Mi chiese subito di pregare insieme e poi volle sapere quale fosse il programma delle riunioni; quando le dissi che a Pordenone erano previste tre serate mi disse con aria un po' sorpresa: e la mattina? non possiamo avere delle riunioni? Cercai di spiegarle che i ragazzi studiano e la gente lavora ma lei, imperturbabile replico': anche se verranno poche persone faremo lo stesso delle riunioni. Aveva ragione, non era mai successo che dei ragazzi chiedessero ai genitori di poter saltare la scuola per andare ad un culto; molti di loro gia' venivano a stento la domenica, eppure abbiamo avuto tre incontri la mattina e come risultato ci sono stati circa trenta battesimi di Spirito Santo ( Atti cap. 2) in gran parte tra i giovani sotto i venti anni! La forza di questa donna sta nel tempo che lei trascorre nella presenza di Dio, appartata con Lui, ricevendo dallo Spirito Santo. Si sentiva che lei era un canale attraverso il quale il Signore ci stava portando alla Sua presenza, al punto che, quando abbiamo iniziato a pregare, subito tutti ci siamo sentiti sotto una fresca unzione ed immediatamente si sono uditi molti dei presenti parlare in lingue nuove, segno della discesa dello Spirito Santo, e la cosa e' stata testimoniata al culto di domenica scorsa da tanti e soprattutto da tanti giovanissimi. Voglio raccontare un antefatto che sara' utile per capire come il Signore, nella Sua immensa bonta' e grazia, opera anche nella nostra comunita'. Qualche settimana prima della venuta di Alice, Giuliana e Graziella eravamo riuniti per l'incontro nelle case a Pordenone e ci fu una potente visitazione; lo Spirito Santo ci tenne per una buona ora sotto la Sua unzione tanto che alla fine neppure predicai, perche' la presenza di Dio era stata di per se' eloquente. Ebbene, durante quella preghiera, realizzavo come se il Signore ci avesse sfiorato con la Sua presenza e sentivo che Egli mi stava dicendo che di li' a poco sarebbe tornato per benedirci in modo ancora piu' forte. La notte prima dell'arrivo delle sorelle stavo pregando per la loro venuta, ed ebbi una visione: vidi tre soldati che arrivavano a Pordenone e sentii nel mio spirito che erano tre ufficiali di alto grado( noi aspettavamo due sorelle e non tre), ed erano i comandanti di truppe di angeli che Dio avrebbe mandato a rinforzare le schiere dei credenti di Pordenone e cosi'e' stato! Ho raccontato queste cose prima che la sorella Alice iniziasse a predicare perche' ho creduto che Dio ci avesse mandato un messaggio. Dio ama rivelare se stesso; queste esperienze sono patrimonio comune e costante nelle comunita' ove viene vissuta l'esperienza Pentecostale; dovrebbe essere normale vivere in un continuo dialogo con Dio ed in una continua rivelazione della Sua presenza in mezzo alla Chiesa. Dio ci sta mettendo davanti una meravigliosa opportunita' vivere la fede come la vivevano i fratelli della Chiesa al tempo del libro degli Atti degli Apostoli; Lui e' stato fedele, ha mantenuto le Sue promesse, ha mostrato che quanto affermato da Gesu' intorno alla discesa dello Spirito Santo sui credenti e' realta' che ancora oggi la Chiesa e' chiamata a realizzare ed a vivere. Adesso il fuoco e' acceso e sta a noi mantenerlo vivo come quella fiamma che doveva continuamente ardere nel Tempio a Gerusalemme. Faremo la nostra parte, cercheremo la faccia del Signore con perseveranza e con zelo? Saremo pronti ad andare ovunque Lui ci chiamera' anche abbandonando ogni cosa? Ameremo Dio e la Sua opera piu' di ogni altra cosa? Se ci saranno altre testimonianze simili a questa vorra' dire che il fuoco stara' divampando, altrimenti cadremo nella tiepidezza della nostra religione domenicale di tanto in tanto ravvivata da qualche sorella Alice di passaggio! Io credo che Dio stia cercando proprio fra di noi uomini e donne che si consacrino a Dio e raccolgano la sfida andando verso i perduti, verso i sofferenti, verso quei poveri e quegli afflitti a proposito dei quali Gesu' disse: Lo Spirito dell'Eterno e' su me ( Isaia capitolo 61), mostrando che vi e' una profonda differenza tra religione e fede e, se cosi' sara', Dio onorera' la nostra fede e la confermera' con segni, prodigi e potenti operazioni.
| 21 Maggio 2005 |
Cenni sul protestantesimo
Dal punto di vista storico il Protestantesimo nasce "ufficialmente" con le famose 95 tesi che Martin Lutero affigge alla porta della Chiesa del castello di Wittemberg il 31 ottobre 1517, ove in buona sostanza, egli bolla come blasfema la pratica in uso nella Chiesa cattolica di vendere le indulgenze (cosiddetta: simonia); sarebbe tuttavia riduttivo limitare a cio' la sua opera di teologo che vertera' principalmente sulla dottrina biblica della "giustificazione per fede", la cosiddetta teologia della croce. Egli ha inoltre il gran merito di aver riportato la Scrittura al centro della vita del credente e quindi della Chiesa. Il dibattito conseguente alle sue Tesi provochera' una delle piu' grandi rivoluzioni spirituali, culturali e politiche della storia umana, certamente favorita da contingenze storiche tutte particolari, non ultima l'ambizione di gran parte dei Principi tedeschi desiderosi di affrancarsi dal dominio papale. Sta di fatto che oggi circa l'80 % della popolazione dell'Europa del centro-nord e del nord America si riconosce, quanto meno culturalmente, nel Protestantesimo mentre in alcune regioni dell'Est d'Europa i Protestanti rappresentano il 60% della popolazione. Notevole e' lo sviluppo raggiunto dalle Chiese Evangeliche, soprattutto Battiste, nelle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica e da quelle Pentecostali nei paesi del Sud America e dell'Africa, e ultimamente anche in Asia, in particolare nella Corea del Sud e, nonostante una repressione talvolta feroce, persino in Cina. Per amore di verita' va detto che gia' ben prima di Lutero vi erano stati movimenti di risveglio religioso che avevano dovuto affrontare persecuzioni e martirii, poiche' a quel tempo era impensabile potersi staccare dall'unica Chiesa ufficiale che era quella Cattolica Romana la quale, oltretutto, manteneva il potere politico grazie al Potere Temporale del Papa. Quanti dissentivano dalle dottrine ufficiali venivano bollati come "eretici" e spesso bruciati nelle piazze o comunque perseguitati. Gia' nelle dottrine dei "montanisti" del II secolo d.C. si poteva scorgere la richiesta di una predicazione piu' "evangelica" e piu' distaccata "dal mondo"; tali istanze saranno riprese nei loro scritti da John Wyclif , in Inghilterra nel XIV secolo, e da lan Hus, a Praga agli inizi del XV secolo. Quest'ultimo, che e' raffigurato a Praga nella bellissima piazza dell'orologio, era il Rettore dell'Universita' locale e diede il via ad un primo tentativo di riforma della Chiesa Cattolica che ebbe una notevolissima adesione ma, il suo martirio (fini' bruciato quale eretico nella citta' di Costanza nel 1415, dopo esservi stato attirato con l'inganno), seguito da una brutale repressione, ridimensiono' il fenomeno causando la morte di centinaia di migliaia di seguaci di Hus. Ancor prima a Lione, in Francia, un ricco mercante, Pietro Valdo, abbandonava il proprio "status sociale" e si dava ad una predicazione evangelica che nei contenuti anticipava i temi dei futuri riformatori Lutero, Calvino e Zwingli. Da Valdo prendera' il via un movimento che sfocera' in quella che oggi e' la Chiesa Evangelica Valdese che e' la piu' antica tra le Chiese Evangeliche. Fatta questa brevissima premessa, e' opportuno distinguere ora, in estrema sintesi, quelli che sono gli aspetti dottrinali ed organizzativi delle Chiese Evangeliche. DOTTRINA ED ORGANIZZAZIONE Le Chiese Protestanti hanno per lo piu' struttura congregazionalista, per cui le singole comunita' sono organizzate in modo autonomo, senza un vertice centrale che stabilisca le regole ed i valori cui esse debbano uniformarsi, contrariamente ad esempio alla Chiesa Romana che ha al vertice, il papa. Anzi, la dottrina del cosiddetto Primato di Pietro e' uno dei principali e tanti motivi di divisione tra Cattolicesimo e Protestantesimo. A tale dogma, che considerano contrario all'insegnamento della Sacra Scrittura, i Protestanti contrappongono il cosiddetto sacerdozio universale, che significa che tutti i credenti hanno pari dignita' e svolgono, nella misura della propria fede e del proprio dono, un ruolo di pari importanza nella vita della chiesa. Essi si richiamano tra l'altro all'insegnamento dell'apostolo Paolo che spiego' che come il corpo e' formato da diverse membra che formano un tutt'uno e tutte sono di pari importanza e dignita', pur nella loro diversa funzione, cosi' anche la Chiesa e' composta da membra che hanno diversita' di doni per l'utile comune. Nella pratica cio' significa che il Pastore, o il Dottore, svolge una funzione importante ma non e' intermediario tra il popolo dei credenti e Dio, e neppure ne e' il capo. La Bibbia, essi dicono, insegna che l'unico mediatore tra Dio e gli uomini e' Gesu' Cristo e che i credenti sono tutti "fratelli". Altre peculiarita' dottrinali sono il rifiuto del culto a Maria ed ai Santi, i quali vengono, al massimo, considerati come esempi da imitare ma niente di piu'. Maria, infatti, non e' la "madre di Dio" poiche' tale dottrina deriva dalla tradizione e dai dogmi cattolici, peraltro piuttosto recenti, ma non ce n'e'? traccia nella Bibbia, la quale afferma invece che solo a Dio va resa l'adorazione. I Ministri Protestanti possono liberamente sposarsi, in quanto la Bibbia non lo vieta. SCRITTURA Lutero fu il primo a tradurre la Bibbia in una lingua volgare favorendone la lettura da parte del popolo il quale, non conoscendo il greco ne' l'ebraico o tanto meno il latino, non aveva accesso ad essa ed era, volutamente destinato a restare "ignorante". Ancora oggi la lettura della Bibbia e la riflessione intorno ad essa rappresenta, per i Protestanti, la base della propria fede e della propria condotta pertanto, seppur con qualche eccezione, i loro culti sono incentrati sulla lettura e la riflessione Biblica, e la liturgia ridotta al minimo indispensabile o addirittura assente. Molto spazio viene dato alla preghiera (spontanea e non ripetuta a memoria) ed al canto. Non si puo' non ricordare come la musica Gospel, che vuol dire Evangelo, sia nata in ambito Protestante e da essa deriva il Blues. CRISTOLOGIA Tutta la teologia Protestante si fonda su Gesu' Cristo e sul suo messaggio e nient'altro ha un'importanza neppure lontanamente paragonabile a Lui. Il credente e' responsabile personalmente davanti a Dio e cio' significa che Cristo e' Colui che salva, non la Chiesa. Anche la concezione sacramentale ha un'importanza molto ridotta rispetto al Cattolicesimo, battesimo e cena del Signore sono stati istituiti e comandati da Gesu' ma non agiscono ex opere operato, pertanto il battesimo viene praticato per immersione e solo agli adulti, mentre la Cena ha il significato di una rammemorazione e non è la trasformazione della materia in corpo reale di Cristo. Gesu' ha infatti comandato ai discepoli di battezzare coloro che avrebbero creduto, per cui dicono essi, come possono credere dei bambini per di piu' a pochi giorni dalla loro nascita? Inoltre, se per essere battezzati bisogna prima credere in Gesu' come personale Salvatore, il battesimo ha solo il valore di una testimonianza e di un impegno col Signore, ma si e' salvati per grazia e giustificati per fede. Alla Cena del Signore i credenti partecipano mangiando il pane e bevendo il vino. Essi si rifanno all'insegnamento dato da Gesu' ai discepoli nel corso dell'ultima cena, cioe' di far cio' in memoria di Lui, come atto di grande valore simbolico ma senza che cio' indichi che Egli sarebbe stato presente corporalmente o spiritualmente nel pane e nel vino. Il Vangelo insegna, invece, che Gesu' e' morto una volta sola ed e' risorto, per cui la pretesa della Chiesa Cattolica di rinnovare il sacrificio nell'Eucarestia e' contrario a quanto Gesu' e gli Apostoli hanno jnsegnato (a tale riguardo si consiglia in particolare la lettura della lettera agli Ebrei). Riassumendo, il Protestantesimo si riconosce nella formula cara ai Riformatori: solo Cristo, sola Grazia, sola Fede, sola Scrittura. Un grande merito nel Protestantesimo e' stato quello di aver contribuito a spezzare l'immobilismo nel quale la societa' medioevale viveva e, seppur con errori e cadute di tono, esso ha favorito il nascere di una nuova consapevolezza nell'animo umano, e proprio per la sua concezione assembleare e non verticistica ha favorito il nascere della democrazia. Cosi ad esempio, in Inghilterra, il Parlamento viene ad essere l'espressione della volonta' popolare sotto la spinta di Oliver Cromwell che e' un Puritano; le famose Universita' di Oxford e Cambridge si sviluppano grazie al lavoro di consiglieri reali che sono di fede Calvinista; il femminismo, nato alle origini come conseguenza di un impegno pacifista, ha una delle fondatrici in Lucrezia Mott che e' una Mennonita; gli Stati Uniti nascono grazie all'immigrazione dei Puritani Inglesi e sono loro che per ringraziare il Signore istituiscono il Giorno del Ringraziamento, ed ancora la Harvard University e' intitolata al Pastore John Harvard. La Princeton University nasce dalla omonima facolta' di teologia Evangelica. Il protestante William Penn fondera' la Pennsylvania e la sua capitale Philadelphia (letteralmente: amore fraterno) dal nome di una delle chiese citate nel libro dell'Apocalisse, e nascera' da un accordo verbale tra Penn ed alcuni capi pellerossa. Esso e' l'unico esempio di accordo pacifico che seppur non scritto sia stato rispettato! La Croce Rossa nasce per iniziativa di due giovani protestanti; il premio Nobel per la Pace, Albert Schweitzer, medico missionario in Africa, era Luterano; Martin Luther King Pastore Battista e l'elenco potrebbe continuare. In Italia attualmente i Protestanti, suddivisi in varie denominazioni sono circa 600.000, quindi una piccola minoranza (tra essi anche lo storico Giorgio Spini padre dell'ex ministro Valdo). Essi, ed in particolare i Pentecostali, sono in continua espansione. Spesso vengono confusi con i Testimoni di Geova o con i Mormoni i quali, nati storicamente in ambito Protestante, hanno sviluppato tutta una serie di dottrine che li hanno collocati completamente fuori dal Protestantesimo. Proprio l'assenza di un vertice ha favorito il nascere all'interno del Protestantesimo, pur nel sostanziale rispetto del principio congregazionalista, di varie denominazioni che spesso si sono federate o raggruppate in Unioni o sono rimaste indipendenti, per cui troviamo: Valdesi, Luterani, Riformati, Anglicani, Metodisti, Battisti, Avventisti, Chiesa dei Fratelli e, sorti di recente ma saldamente legati alle dottrine Protestanti, le Chiese Pentecostali .
| 17 Aprile 2005 |
QUALE CHIESA?
Quale Chiesa? e' una breve riflessione sul futuro immediato della Chiesa Evangelica
Quale Chiesa? Geremia ( cap. 1 vv. 4 - 19) non era che un timido fanciullo al quale venne affidata una sorta di "missione impossibile": essere profeta per le nazioni col potere di demolire e distruggere per poi edificare e piantare. La sua forza era nel "mandato" affidatogli da Dio ed al quale egli avrebbe sempre dovuto attingere ( proprio come il credente si aggrappa per fede a Cristo), al fine di non sgomentarsi:".non ti sgomentare, onde io non ti renda sgomento in loro presenza ( v. 17)". E' solo il mandato di Dio che puo' rendere possibile l'impossibile; Abramo credendo alla Parola di Dio divenne Abrahamo ( padre di moltitudini) e, da uno svigorito uomo di cento anni e da una novantenne donna sterile, nacque Isacco, il figlio della promessa. Tramite lui si e' adempiuta la Parola di Dio il quale disse, che egli sarebbe stato ( come infatti fu ) fonte di benedizione per la sua progenie e per tutte le nazioni ( Genesi 12 ). Il balbuziente e timido Mose' divenne il liberatore di Israele ed un grande condottiero liberando un popolo di schiavi e vincendo, senza armi, ma solo con la Parola Dio, l'esercito della nazione piu' potente dell'epoca. La consapevolezza del mandato rende possibile ogni cosa divenendo"certezza di quel che si spera e dimostrazione di quel che non si vede". In Luca 13:21 e Matteo 13:33, Gesu' utilizza la figura del lievito( che di norma e' visto come un elemento negativo, di contaminazione), per spiegare la sua strategia affinche' il Regno di Dio venga a svilupparsi, e lo paragona ad "un lievito che una donna nasconde ( o mescola) nella farina fino a che tutta la pasta sia lievitata". Molto potrebbe dirsi su questa figura, ma limitiamoci a considerare che questo e' quello che fece Gesu', in qualche modo " nascondendo" la sua rivelazione in pochi e deboli discepoli i quali, pero', diedero inizio ad un'opera che ancora " lievita" dopo duemila anni. A questa strategia la Chiesa, nella sua accezione piu' ampia, ma anche nella sua specificita' denominazionale, deve fare riferimento per comprendere se stessa ed il suo ruolo e per agire nella contingenza storica del terzo millennio. Personalmente non amo il denominazionalismo e sogno il giorno in cui i figli e le figlie di Dio non avranno bisogno di " annusarsi" attraverso le denominazioni di appartenenza e gli elementi esteriori , ma si riconosceranno per l'agire dello Spirito Santo per il quale gridiamo ABBA-PADRE ( lett: papa'). Tuttavia, per la debolezza di noi uomini, Dio, che e' l'Onnipotente, ha usato e continua ad usare anche le denominazioni; prova ne sia la massiccia presenza ed influenza, nel Pentecostalesimo, di molte delle antiche dottrine di Anabattisti, Metodisti, Battisti ecc.. Noi Pentecostali non siamo i figli di nessuno; il nostro DNA e' Protestante anche se questa parola fa ancora sussultare qualche pentecostale; non siamo nati all'improvviso, ma siamo sorti come un movimento trasversale e di rinnovamento delle varie denominazioni evangeliche e addirittura di certi ambienti Cattolici. Su quest'ultimo fenomeno manca nei nostri ambienti una seria riflessione perche' se e' vero, almeno limitatamente all'Italia, che il rinnovamento Carismatico Cattolico e' stato soffocato dalla Chiesa Romana timorosa di perdere altri pezzi, resta pur vero che non possiamo disconoscere in molti casi l'autenticita' e la genuinita' dell'azione dello Spirito Santo. Dobbiamo riconoscere che come Evangelici che vivono in una realta' culturale e politica dominata dal Cattolicesimo Romano e piu' in generale in una societa' nella quale fatichiamo a veder riconosciuti i nostri diritti ( vedi il travagliato iter del Disegno di Legge Maselli), abbiamo finito con lo sviluppare un rifiuto aprioristico verso tutto cio' che sa di Cattolico. Questo e' comunque un discorso molto ampio che merita ben altro approfondimento. I Pentecostali non hanno avuto peraltro vita facile neppure nel mondo Evangelico, e questo spiega in buona parte le fughe dalle Chiese denominazionali storiche che molto spesso non hanno saputo cogliere l'opera dello Spirito Santo e, fermandosi solo ad alcuni aspetti qualche volta esasperati, tipici dei movimenti di risveglio, hanno finito con l'essere, talvolta, come quei vecchi otri che non possono contenere vino nuovo. Oggi pero', la situazione e' cambiata e, segnatamente all'Italia, noi Pentecostali rappresentiamo almeno l'80 per cento degli Evangelici, per cui siamo naturali interlocutori per chiunque, Evangelico o meno, voglia confrontarsi col Protestantesimo. Queste sono le realta' numeriche all'interno del Protestantesimo italiano, che pero', in termini di incidenza sulla popolazione, e' modesto in quanto le cifre variano tra una realistica stima di 200.000 membri ad una generosa valutazione che, probabilmente riferita alla popolazione e non ai soli membri, ci stima in 500.000 unita'. Poca cosa in entrambi i casi! Certamente le consistenze sono diverse se consideriamo il notevole apporto di evangelici non italiani, perche' buona parte dei cosiddetti extracomunitari sono di area evangelica pentecostale; per essi le stime sono molto difficili, tuttavia, per dare una qualche idea, tempo addietro un quotidiano del Nord-est stimava che tra Udine e Pordenone ci fossero 10.000 extracomunitari di fede evangelica! Queste Chiese hanno spesso una teologia molto superficiale e necessitano anche di un ripensamento per alcune loro dottrine, comunque costituiscono una risorsa che dovremo necessariamente far interagire con la Chiesa Italiana per essere piu' efficaci nel lavoro di testimonianza evangelica. Molte delle nostre Chiese, soprattutto nel Nord, annoverano ormai tra i loro membri fratelli e sorelle provenienti dall'Africa, dal Sud America e dall'Est Europa. La Chiesa di Pordenone ad esempio, pur non avendo la consistenza di alcune Chiese del Sud dell'Italia, in certi periodi vede rappresentate fino a quindici diverse nazionalita', ed e' questo il cuore della testimonianza: colori diversi, lingue diverse, etnie diverse, culture diverse, formanti un solo corpo per la Grazia di Dio! La maggior parte di queste Chiese, cosidette etniche, tende ad organizzarsi in comunita' legate da vincoli, oltre che di fede, anche di lingua e cultura, un po' com' accadeva alle prime Chiese di Italiani all?estero, e la scommessa dei prossimi anni passa proprio attraverso una mediazione tra le diverse culture e sensibilita' spirituali. Diverse di queste Chiese cercano un avvicinamento anche a livello di copertura giuridica e credo che la Federazione delle Chiese Pentecostali debba gia' prepararsi ad essere la casa comune anche per questi fratelli. Posso assicurare per esperienza diretta che quando questi fratelli che sono stranieri, trovano credenti pronti ad aiutarli ed ad accoglierli ( "fui forestiero e mi accoglieste"), immediatamente cadono tutte le barriere, anche quelle linguistiche. Sono convinto ormai da diversi anni che Dio usera' i credenti non Europei (soprattutto gli Africani) per evangelizzare l'Europa neo pagana il cui cristianesimo e' ormai quasi del tutto secolarizzato. In Ucraina c'e' quella che attualmente viene considerata la Chiesa (numericamente) piu' grande dell?Europa ed il Pastore e' un Nigeriano!!! Se crediamo comunque di avere un mandato per la Nazione, dobbiamo chiederci perche' nonostante tanti entusiastici annunci di un imminente risveglio e nonostante i numeri eclatanti sbandierati da alcune Chiese o gruppi di Chiese, la tragica realta' e' che comunque, come detto, nel migliore dei casi non rappresentiamo neppure l'1% della popolazione. Personalmente non credo che il successo si misuri con i numeri ma piuttosto con l'approvazione di Dio (personalmente, preferirei, al termine del mio Ministerio lasciare cinquanta veri discepoli di Cristo, piuttosto che 1000 membri di chiesa, pastore - dipendenti); rimane comunque il fatto che uno dei compiti della Chiesa e' quello di annunciare la Buona Novella e dobbiamo onestamente chiederci perche' gli sforzi fatti non abbiano prodotto risultati pari alle aspettative. Nonostante non siano mancati tra noi uomini e donne di grande valore, il Pentecostalesimo Italiano stenta a crescere e appare talvolta in crisi di identita' al punto che molti tentano di applicare metodi, talvolta bizzarri, provenienti da Chiese straniere, ma non sempre i risultati sono pari alle attese e spesso ci sono alla base delle discutibili interpretazioni del testo Biblico. Tragicamente poi, molte delle nuove Chiese che sorgono sono il frutto di divisioni e separazioni e non di un sano lavoro apostolico. Dobbiamo allora tentare di capire quale possa essere la strategia che la Scrittura ci suggerisce e se e' vero che tra le tante figure con le quali Gesu' ha descritto il divenire del Regno di Dio, c'e' anche la figura del lievito nascosto o mischiato nella farina.Dobbiamo allora chiederci se nel passato questa strategia di conquista dall'interno sia stata utilizzata. Sono ormai di lunga militanza nella Chiesa Evangelica, ho conosciuto valenti uomini e donne di Dio e credo di poter esprimere qualche opinione al riguardo senza altra pretesa se non quella di stimolare un sano, costruttivo e santo dibattito. 1. Ritengo imprescindibile riaffermare con forza la nostra identita' di Pentecostali che credono nel Signore Gesu' che salva, guarisce e battezza con lo Spirito Santo ed in quelle dottrine quali l'inerranza della Parola, che costituiscono il comune patrimonio di tutte le Chiese Risvegliate e quindi, non ultime, di quelle Pentecostali. 2. Dobbiamo riconoscere che la dottrina della " separazione dal mondo", tesa a produrre uno stile di vita realmente incontaminato ha finito con il creare una sorta di " paura del mondo" e col produrre talvolta una santita' solo formale con tanti fratelli e sorelle omologhi ed omologati, mentre sarebbe dovuto accadere il contrario, consapevoli, come dovremmo essere, che "Colui che e' in noi e' piu' forte di colui che e' fuori di noi" e che " pur non essendo del mondo siamo stati mandati nel mondo. In definitiva siamo chiamati a "conservarci puri dal mondo ma non a temerlo"! Purtroppo il mondo non puo' essere separato dalla Chiesa perche' alligna nel cuore dell'uomo ed e' proprio li' il nostro combattimento. E' sintomatico che, purtroppo, diverse Chiese siano nate per divisione dimenticando che la Scrittura dichiara che la divisione e' opera della carne e non frutto dello Spirito! 3. C'e' stata una sorta di paura della cultura vista come un elemento contrario allo Spirito ma, bisogna chiedersi, una volta riaffermata l'inerranza della Scrittura ,se in talune interpretazioni che ancora sono fondamento di molti insegnamenti ed elemento discriminatorio per riconoscere i fratelli ( e le sorelle!), ci sia stata inerranza o piu' semplicemente ignoranza! L'Apostolo Paolo, se e' pur vero che considero' tutto " spazzatura" davanti alla eccellenza della rivelazione del Cristo, fu pero' uno degli uomini piu' colti ed istruiti del suo tempo ed attinse alla rivelazione dello Spirito Santo per dare il fondamento alla dottrina cristiana, ma utilizzo' magistralmente anche la cultura biblica ed ebraica e talvolta quella greca per annunciare la Parola tanto al giudeo quanto al barbaro... 4. Altro elemento che ha ostacolato lo sviluppo del Pentecostalesimo e' stato l'eccesso di personalismo e di individualismo ( come dimostra il travagliato iter che ha portato alla nascita della Federazione delle Chiese Pentecostali) e si sono perse occasioni importanti per trovare un'unita' di intenti davanti a problemi comuni, finendo col mostrare nei fatti il marcato, esasperato ed ..italico individualismo che ancora alligna nella Chiesa del nostro paziente e benigno Signore!?! CONCLUSIONE Credo sia stato Martin Lutero a dire:.. anche se sapessi di dover morire domani, oggi, lo stesso, pianterei un melo ( albero da frutto), significando che dobbiamo sino al termine della nostra vita, pur nella consapevolezza della sua transitorieta' e dei nostri limiti, guardare al futuro con speranza e noi, questa virtu' cristiana, dobbiamo esercitarla a tutto beneficio delle generazioni che ci seguono. Del Cristo morente e' scritto che ..guardo' al bottino ed al frutto che sarebbe scaturito dalla Sua morte ( Isaia 53: 11-12) e Lui e', come sempre, esempio anche nella lungimiranza. Quale Chiesa abbiamo ricevuto da coloro che ci hanno preceduti? Una Chiesa appena nata, con tanti limiti e poca esperienza, ma con uomini e donne di fede e di preghiera, una Chiesa che e' sopravvissuta all'ostracismo delle autorita' civili e religiose ed al pregiudizio di gran parte della popolazione; una Chiesa che ha saputo conservare e trasmettere il Buon Deposito se e' vero che ancora oggi, uomini come Francescon, Petrelli, Bracco ( ne cito solo alcuni tra i piu' noti), sono ancora per noi punti di riferimento morale e, nella sostanza, anche dottrinale. C'e' una generazione di ministri che si accinge oggi a ricevere il compito di guidare la Chiesa dei prossimi decenni e che dovra' per prima cosa perseguire l'unita'; l'errore del passato e' stato scambiare l'unita' con l'uniformita' e spesso dietro la difesa di una presunta " sana dottrina" si sono nascosti i personalismi e talvolta i limiti di una generazione che ha saputo salvaguardare il proprio gregge ma non ha concepito alcun progetto per il futuro. Occorrera' imparare il rispetto per il fratello, l'umilta' davanti all'agire multiforme dello Spirito Santo che soffia dove, come e quando vuole.Occorrera' rammentarsi che noi, piu' che i custodi della sana dottrina siamo chiamati ad essere i testimoni dell'agire di Dio perche', nella misura in cui crediamo vediamo la realta' della Risurrezione; siamo gli annunciatori della Buona Novella e dobbiamo avere l'umilta' consapevole di Giovanni Battista il quale fu "grande" perche' tanto "piccolo" da affermare, mentre le folle lo seguivano, che egli "non era degno di sciogliere il laccio dei calzari a Colui che sarebbe venuto dopo di lui". La mia speranza e la mia preghiera sono che la futura generazione di Pastori e ministri sproni i piu' giovani ad amare l'opera del ministerio ( che riguarda tutti i santi) e che sappia anche formare credenti non solo di eccellente livello morale e spirituale, ma anche culturale. Una generazione che oltre ad evangelizzare nei modi piu' consoni all'identita' Pentecostale, vada ad occupare posti di rilievo nel tessuto sociale e lavorativo in modo da incidere profondamente nella societa' italiana cosi' da influenzarne, con l'esempio, le scelte. Non dovremo commettere l'errore tragico compiuto da altri i quali, fondati su presupposti teologici errati, credono ancora che compito della Chiesa sia quello di governare il mondo e di imporgli, surrettiziamente, le scelte, ma neppure dovremo continuare a tenere la Chiesa fuori dal mondo, perche' l'ordine di Gesu' e' di andare nel mondo ma di non essere del mondo ( o come il mondo: divisioni, invidie, gelosie e..quant'altro). Se avremo la forza inarrestabile del lievito saremo quell'elemento che, in modo soprannaturale, fara' crescere la pasta e contribuira'a rendere il Regno di Dio piu' vicino agli uomini. Come sarebbe bello avere anche in Italia, industriali cristiani, politici (autenticamente) cristiani, professionisti cristiani, magistrati cristiani. Voi avete vinto il mondo, ha dichiarato Gesu', perche' Egli ha vinto il mondo. Le contingenze storiche ci obbligano ad aggregarci; ciascuno realizzi appieno cosa intende la Scrittura quando ci esorta a..stimare altrui piu' che se' stesso, avendo di se' un concetto sobrio ed a diminuire affinche' il Cristo cresca in tutto ed in tutti, Egli che e' sopra ogni cosa Dio benedetto in Eterno.
| 8 Aprile 2005 |
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